I mercati di Tor Bella Monaca sono pericolosi come il Bronx

Cinque vigili urbani aggrediti da ambulanti abusivi legati a un clan napoletano

Tor Bella Monaca come il Bronx. I vigili urbani dell’VIII gruppo finiscono sempre più spesso nel mirino degli abusivi durante le attività di controllo del territorio. Ieri mattina l’ultimo episodio. Stavano facendo alcuni accertamenti nei mercati rionali e si trovavano in via Santa Rita da Cascia quando sono stati sorpresi e malmenati da una clan di importazione campana, specializzato nella contraffazione di articoli commerciali. Cinque agenti al comando di Antonio Di Maggio sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche.
«L’VIII municipio vive costantemente una situazione di disagio che riguarda sia noi - spiega uno degli agenti storicamente impegnato nelle attività di presidio -, che commercianti e cittadini che frequentano i numerosi mercati rionali, fissi o periodici che sono cinque al giorno in una zona piuttosto vasta».
Ieri all’interno di una di queste aree, nella via all’angolo con via Paolo Ferdinando Quaglia, si è arrivati allo scontro fisico. Gli agenti hanno invitato alcuni venditori abusivi a lasciare il posto che avevano occupato illegalmente, chiedendo loro i documenti. Ma sono stati prima insultati, poi minacciati e, infine, malmenati. «Non fatevi più vedere, non vi azzardate a venire da queste parti, sapete che non valete niente e qui comandiamo noi. Poi una serie di parolacce», sono state le prime invettive. Il diverbio è poi degenerato tra uno dei venditori e due agenti, che non rinunciando a controllare i documenti si sono visti accerchiati da altri appartenenti a una «famiglia» dell’hinterland napoletano.
«Questa sta diventando zona franca - è il commento amaro degli uomini della municipale - gli stessi cittadini, soprattutto i disabili e gli anziani, rischiano di non poter più neppure accedere ai mercati per queste presenze che tra l’altro occupano spazi di passaggio, ostruendo la viabilità». Non è un caso che già in passato commercianti e residenti abbiano presentato esposti affinché venga rafforzato il presidio delle forze dell’ordine. «Purtroppo siamo in pochi, le pattuglie che controllano la zona non bastano - spiegano gli agenti del comandante Di Maggio - quindi concentriamo gli sforzi in quelle che sappiamo essere le zone più esposte alle infiltrazioni. Con la nostra presenza fissa, apprezzata dai venditori onesti, riusciamo a contrastare questi fenomeni criminosi, ma quando tocchi alcuni clan come quello dei Di Bari, famiglie provenienti dall’hinterland napoletano, le cose cambiano e si aggravano».
Ieri è accaduto il peggio in uno dei mercati bisettimanali, che si tengono il giovedì e il sabato, piuttosto grande, che conta circa settanta banchi. «Ma tutta la zona è piuttosto degradata e dunque delinquenti abituali tentano di sfruttare la situazione e personaggi equivoci di infiltrarsi con modi illeciti», si lamentano i tutori delle forze dell’ordine. Alla fine i denunciati sono stati cinque mentre tre vigilesse e un vigile sono stati medicati e dimessi con sei giorni di prognosi.
Uno dei napoletani, portato negli uffici dell’VIII gruppo per le operazioni di riconoscimento, ha dato in escandescenza provocandosi lesioni personali, sbattendo volontariamente la testa contro il muro e i suppellettili dell’ufficio.