I meriti di Craxi e quelli di Buttiglione

Bruno Vespa, Il Cambio. Uomini e retroscena della nuova Repubblica, Oscar Mondadori, 1994, 368 pagine, lire 14mila.
Pagina 337: «Dice Craxi: “Risalire al 1983 significa ricostruire un quadro costituito da alta inflazione e da stagnazione, da instabilità politica, da terrorismo, da perdita di peso internazionale dell’Italia. I governi che ho guidato hanno vinto l’inflazione e portato l’economia al più alto tasso di sviluppo in Europa. In quegli anni si pone fine al terrorismo, nasce il ruolo internazionale dell’Italia che entra nel G7, mentre è in Italia che si mettono le basi per i nuovi trattati europei. L’Italia era risalita in serie A”».
Pagina 357: «Il governo Berlusconi cade per tre ragioni. La prima è che al di là degli errori commessi dal Cavaliere si constata che la destra non è sul campo legittimata a governare l’Italia. Non si può governare avendo contro i partiti della sinistra e l’ex Dc. Ma soprattutto avendo contro quasi tutti i giornali che fanno opinione, la grande industria e la Confindustria, i sindacati, la parte largamente prevalente della magistratura e dell’alta burocrazia di Stato. \ La terza ragione della caduta di Berlusconi sta nel ruolo di Rocco Buttiglione. Presentando una mozione di sfiducia contro il Cavaliere, infatti, il Pds fa il suo mestiere di oppositore. Bossi passa dall’altra parte e firma una seconda mozione insieme con il Ppi di Buttiglione».