«I miei film pecorecci? Ero timido non riuscivo a toccare la Fenech»

Carlo Faricciotti

da Locarno

Pardo d’Oro a Nine lives - da a settembre col titolo Nove vite di una donna - di Rodrigo García (figlio del premio Nobel per la Letteratura Gabriel García Marquez), che porta a casa anche il premio per l’interpretazione femminile (da dividere tra le nove protagoniste: Kathy Baker, Amy Brenneman, Elpidia Carrillo, Glenn Close, Lisa Gay Hamilton, Holly Hunter, Sissy Spacek, Amanda Seyfried, Robin Wright Penn). L’Italia, rappresentata dal solo La guerra di Mario, strappa una menzione speciale per Marco Grieco, il piccolo interprete del film di Antonio Capuano. Si è chiusa così ieri l’edizione numero 58 del Festival internazionale del film di Locarno, l’ultima diretta da Irene Bignardi, in partenza verso altri lidi (la direzione del fantomatico Festival di Roma, secondo le voci di corridoio).
Il film di García ha suscitato l’interesse dei giurati oltre che per le belle prove fornite dalle sue attrici anche per la scelta stilistica: il racconto delle solitudini di nove donne è raccontato con un tour de force di altrettanti piani-sequenza (una sequenza costituita da un’unica inquadratura, fissa o in movimento, priva di stacchi al suo interno) di grande originalità ed eleganza formale.
«Quando ho finito di scrivere questa storia - racconta García, nato a Cuba nel 1959 - mi è stato chiaro che nessuno studio americano l’avrebbe prodotta fidandosi del mio nome. Allora mi sono rivolto ad alcune grandi attrici con cui avevo lavorato in passato e mi hanno detto subito di sì, anche perché si trattava di pochi giorni di riprese per ogni episodio. Con gli attori è importante avere i primi assensi, poi va come con le ciliegie».
Per quanto riguarda infine la successione alla Bignardi, dopo il lungo «predominio» italiano (la carica era stata a lungo appannaggio di Marco Müller, da due anni alla guida della Mostra veneziana), appare scontato, oggi, l’annuncio del conferimento dell’incarico a Frédéric Maire, svizzero, 44 anni, attuale condirettore del circuito di cinema d’essai per ragazzi La lanterna magica. Una scelta, nel gioco degli equilibri geopolitici, che premia l’area francofona, dopo che al tedesco Mauritz De Hadeln erano appunto succeduti gli italiani Müller e Bignardi.