I miei petali più belli della Margherita

Paola Setti

Pitta, torna a Casa
«Ho visto il dibattito che si è aperto sul vostro giornale, ma lo escludo nel modo più assoluto. Il centrodestra non ha una tradizione di buon governo, spesso decade in forme di populismo, con punte estreme con la Lega. Che cos’ha di liberale la politica della Lega?».
Professor Pittaluga, ma lei non era leghista un tempo?
«Mai stato iscritto. Nel 1992, agli inizi, ci furono dei contatti, ma la deriva della Lega Nord non ha proprio nulla di liberale».
Il centrosinistra invece sì?
«Con il centrosinistra riusciamo a costruire sulle questioni locali».
E con il centrodestra no.
«Dal centrodestra ci separa la concezione di governo: per il fatto stesso che considera gli enti locali e lo stesso Stato come un’azienda privata è strutturalmente negato ad esprimere un’amministrazione di buon governo».
I suoi attuali compagni di viaggio guardano torvo la sua lista Gente della Liguria, comunque.
«Noi ci confrontiamo soprattutto con Margherita e Udeur perché con questi partiti condividiamo vari principi, e talvolta c’è una dialettica anche forte sì, in particolare con la Margherita».
La Margherita vi accusa di sottrarle voti e battaglie al centro.
«Ma non è così . Se mai, il nostro obiettivo è sottrarre consensi al centrodestra. Alle amministrative di Savona e di Imperia per esempio questo è il ruolo delle liste civiche che presenteremo».
A Imperia la Margherita vi fa la guerra, non vuole il vostro simbolo in lista.
«Io non nego che vi sia un’area di sovrapposizione, è indubbio. Ma sono convinto che chi offre un prodotto migliore alla fine viene votato di più».
Libera concorrenza in libero mercato, parola di assessore al bilancio.
«Io ho una visione competitiva e non statica della politica. Il nostro però resta un sostegno leale e vorrei che la Margherita lo riconoscesse».
Si dice però che lei abbia tentato di far confluire Gente della Liguria nella Margherita.
«Nessuna confluenza. Le liste civiche hanno il ruolo di dare una spinta di modernizzazione istituzionale, sono in prima linea, più vicine al territorio. Certo trovano difficoltà nella mancanza di referenti istituzionali, ma noi abbiamo cercato di superarle creando un network di liste civiche».
Ha cenato con il segretario ligure Rosario Monteleone, però.
«Era una colazione e c’erano anche altri, come Stefano Zara e Anna Maria Furlan».
E ha incontrato il leader nazionale Francesco Rutelli, il quale al termine ha parlato di «ottime prospettive».
«E sia: c’è stato uno scambio in vista delle politiche. Noi abbiamo promesso un sostegno in termini elettorali, tant’è vero che in alcune zone in cui noi siamo forti hanno aumentato il consenso. Loro hanno promesso di non avversare le liste civiche, come invece stavano facendo a livello nazionale. Per il resto noi continueremo la nostra strada, e non siamo parte del processo che porterà al partito democratico».
Qui lo dice e qui lo nega?
«Il partito democratico è tutto in costruzione, ma il nostro è un ruolo diverso: non avendo connotati nazionali, sulle questioni locali possiamo attrarre i voti di chi non condivide la linea di questo o quello schieramento per esempio sulla politica estera».
Parteciperete alle primarie per il candidato sindaco di Genova?
«Alle primarie esprimeremo la nostra preferenza ma non abbiamo nomi da suggerire, e non ne presenteremo di nostri. Invece presenteremo la lista per esprimere consiglieri comunali, appoggiando il candidato che sarà scelto dalla coalizione».