«I miei rapporti con le loro società erano irrilevanti»

Gentile Direttore,
in relazione all'articolo apparso sabato 16 settembre sul quotidiano da Lei diretto, e intitolato «Rovati, l'amico che fa affari con i Prodi e Montezemolo», mi preme fornire alcune precisazioni. L'unica occasione di rapporti d'affari fra Angelo Rovati e me fu quella, citata nell'articolo, dell'acquisizione di Italfondiario, già banca, ed in quel momento società di servizi finanziari. L'acquisizione fu perfezionata nel 2000 da una cordata formata per il 50% da Fortress (ben noto operatore finanziario Usa) e per il 50% da un raggruppamento di imprenditori, riuniti nella Ieffe Holding, e cioè Rovati (che ne deteneva la quota maggiore, attraverso la sua società Fintrading), Giuseppe Gazzoni Frascara (in seguito uscito dalla compagine sociale), il compianto caro amico Giandomenico Martini, attraverso la Antelao, società che tuttora fa capo ai suoi eredi, ed il sottoscritto, attraverso FI.SVI.
In seguito, Fortress acquisì il controllo totale di Italfondiario; la partecipazione di FI.SVI in Ieffe Holding residua appunto da tale operazione. L'attività di Ieffe Holding consiste infatti essenzialmente nel detenere una partecipazione in una immobiliare, a sua volta proprietaria di alcune porzioni di immobili già di Italfondiario.
Mi sembra dunque che l'enfasi data dal Suo giornale ai rapporti economici intercorsi fra me ed Angelo Rovati sia del tutto ingiustificata e fuorviante.

Gentile dottor Montezemolo, prendiamo atto della sua lettera con una considerazione: l’enfasi è un fattore soggettivo mentre i fatti, che lei riconosce veri, sono oggettivi.