I milanesi bocciano la tassa d’ingresso Berlusconi preoccupato dai sondaggi

Gli ultimi sondaggi preoccupano Silvio Berlusconi. Il ticket non piace ai milanesi. Diviso tra il buen retiro sardo di villa Certosa e i viaggi in elicottero a Milano per far visita a mamma Rosa, il leader della Cdl è da giorni al lavoro anche su quello che sarà il tema più caldo dell’autunno sotto la Madonnina. Prima era solo il suo fiuto, ora ci sono anche i numeri. Quelli dei sondaggisti di fiducia che sembrano bocciare senza molta possibilità d’appello la pollution charge. La tassa sull’inquinamento messa da Letizia Moratti nel programma di sindaco, sottoscritta da tutti i partiti del centrodestra, votata all’unanimità dagli assessori. Ma che piace sempre meno. Agli automobilisti che vedono sempre più vicino il momento in cui per attraversare la Cerchia dei Bastioni dovranno mettere mano al portafoglio (il 15 ottobre) e ai politici, preoccupati di rimetterci un buon pacchetto di voti. Soprattutto in vista della prima campagna elettorale, quella per la Provincia da strappare al diessino Filippo Penati. E poi, dovesse cadere il governo Prodi, Berlusconi teme un contraccolpo ancor più funesto sulle elezioni anticipate. Difficile spiegare agli elettori che il partito anti-tasse le aumenta proprio a Milano, la sua città laboratorio.
E così, giorno dopo giorno, crescono le perplessità di Berlusconi. Che, raccontano gli uomini a lui più vicini, starebbe studiando una exit strategy. Un modo per evitare la «figuraccia» alla Moratti, ma anche l’emorragia di consensi. E nel frattempo cresce anche nel centrodestra il partito anti-ticket. Tanto che a parte i disciplinatissimi assessori (almeno in pubblico), è sempre più difficile trovare qualcuno disposto a difenderlo. Mugugnano in attesa di un vertice «di chiarimento» fissato per lunedì prossimo quelli di Forza Italia. Decisamente «di traverso» la Lega. «Il ticket non è un intervento utile - tuona il capogruppo Matteo Salvini -. Riguarda appena il 4 per cento del territorio e non serve a diminuire né il traffico né lo smog. Abbiamo chiesto che i milanesi fossero esentati. Ce la avevano promesso, ma stiamo ancora aspettando. Se le cose resteranno così, la Lega voterà contro». Più diplomatica, ma altrettanto decisa la posizione di An. «Servono correttivi adeguati - avverte la Moratti il presidente della federazione Umberto Maerna - Altrimenti siamo pronti a ridiscutere il nostro consenso». La richieste vanno da un potenziamento del trasporto pubblico (ad esempio la linea 2 del metro, ma anche i bus di collegamento con l’hinterland) alla condivisione del problema con gli altri Comuni. «Il ticket - osserva Maerna - sarà persino dannoso senza la realizzazione di posteggi dentro la città e il potenziamento dei mezzi di trasporto oggi ancora molto carenti». Dunque «se la situazione rimanesse immutata - conclude - siamo pronti a ridiscutere il nostro sì».