«Per i milanesi è finito l’incubo black-out»

Potenziati i controlli preventivi, il servizio «Pronto intervento» e le cabine di trasformazione per evitare stress termici

Andrea Fontana

Mai più un’estate di black-out come quella del 2005. Dopo le duecento cabine elettriche andate in panne e i 25-30mila cittadini rimasti al buio o senza corrente nello scorso periodo giugno-luglio-agosto, Aem ha realizzato un piano da 9 milioni di euro per scongiurare i disagi dovuti alla tenuta della rete elettrica e promette che «l'estate non sarà più un incubo per i milanesi». Parola del direttore di Aem Elettricità, Giorgio Casalotti: «I cambiamenti delle abitudini di consumo da parte dei cittadini, come la notevole diffusione dei condizionatori, hanno spostato il periodo di maggiore criticità per la richiesta di energia dall'inverno all'estate - spiega -. In più nel 2005 c'è stato un incremento superiore al trend degli anni precedenti».
Un anno record, insomma, sia a livello nazionale che per Milano: il primato di massima richiesta di energia in tutta la rete nazionale è stato ritoccato di 600 megawatt, solo quello di Milano è passato da 1.400 megawatt a 1.540. L'incremento registrato sotto il Duomo, alla punta massima di consumo, è stato quindi pari ad un sesto di quello fatto segnare in Italia. Naturale quindi che le cabine della media e della bassa tensione meno moderne abbiano alzato bandiera bianca e che l'azienda di corso di Porta Vittoria sia stata tempestata di telefonate per segnalare guasti.
Trentamila le chiamate arrivate al call center solo nella «settimana nera» tra il 22 e il 29 giugno 2005 e anche in questo senso Aem promette una svolta: 40 le linee telefoniche operative per rispondere tempestivamente ai cittadini «al buio» e squadre di tecnici pronti ad affiancare gli uomini del pronto intervento. «Non possiamo escludere le emergenze e per questo ci siamo attrezzati per farvi fronte - mette le mani avanti Casalotti -: i nostri interventi garantiranno un miglioramento, ma non posso assicurare che nessun milanese subirà interruzioni di corrente».
Le zone a maggiore rischio black-out restano quelle del centro, dove le cabine elettriche sono spesso più obsolete e dove i nuovi esercizi commerciali, come ad esempio i centri estetici, richiederebbero impianti a maggiore capacità per i quali tuttavia manca lo spazio.
Per 570 delle 5.500 cabine che trasformano la media tensione in bassa tensione è stato installato un nuovo impianto di ventilazione: obiettivo prevenire lo stress termico, e il conseguente «tilt», causato dalla combinazione tra elevate temperature atmosferiche e sovreccitazione dell'impianto per la grande richiesta di energia.
Innanzi tutto, l'intervento ha riguardato le cabine che sono andate in crisi l'estate scorsa o potenzialmente a rischio, ma i sistemi di raffreddamento saranno installati anche in gran parte degli altri impianti. Il piano realizzato ha portato anche a potenziare 107 cabine di trasformazione e ad inserirne altre 300 in un moderno sistema di monitoraggio. Una serie di interventi, comunque in programma per la rete Aem che sfiora i 7mila chilometri e serve 850mila clienti, ma anticipati in vista dell'estate 2006 con una spesa che rientra nei 50 milioni di euro annualmente destinati al rinnovo e all'ammodernamento degli impianti.
«Con questo piano, il problema estivo è destinato a risolversi - conclude Casalotti -: se non avverrà già ora, sicuramente verrà azzerato nel giro di un anno».