«I milanesi? Guidano come in un Gp»

Jean Alesi, ex campione di Formula 1, attualmente in Italia per commentare lo sport e le gare per la Rai. Spesso si trova imbottigliato anche lui nel traffico di Milano e con la sua Mercedes grigia gira ovunque e ama osservare i milanesi. Prima di entrare a “Il Resentin” in Brera (il locale, residence e ristorante di Eros Ramazzotti suo amico), nota una Smart sulle strisce pedonali e spalanca le braccia rassegnato.
Signor Alesi, i milanesi come guidano secondo lei?
«Il milanese al volante lo vedo sempre pensieroso, non vedo sorridere nessun guidatore qui a Milano. Io che sono sempre di passaggio in questa città, ogni tanto osservo i milanesi: quando sono fermi ai semafori in auto sembra che siano sempre sulla griglia di partenza».
Sono indisciplinati, distratti?
«No, non sono distratti, forse indisciplinati. Distratti no perché a Milano se sei distratto, come succede ovunque in auto, vai fuori strada…».
Il taxista invece come guida secondo lei a Milano?
«Per quanto riguarda i taxisti io noto una certa omogeneità mondiale: non trovo che a Milano siano più indisciplinati rispetto a Parigi o a New York…».
Ha notato come guidano i tranvieri?
«Ho fatto particolarmente caso ai tram: gli autobus a Parigi fanno paura per come si muovono e poi sono molto più lunghi di quelli di Milano. I tram a Parigi sono più aggressivi rispetto a quelli milanesi».
Lei che è un cosmopolita, come vede Milano?
«A me Milano piace molto come città, come gente, come ristoranti. Anche se io non sono un habitué dei posti, cambio continuamente… L’unico punto debole è la cucina giapponese a Milano: non è buona».
E cosa le piace?
«Milano per me è la città dello stile e della moda, per me vuol dire shopping. Se cerco qualcosa per la casa qui, come design, trovo la selezione migliore del mondo, anche se magari quel pezzo non è necessariamente italiano ma è di estrema qualità».
Le donne milanesi le piacciono?
«Le donne milanesi hanno gran classe. A Tokio già c’è un livello alto di classe, ma a Milano le milanesi lo superano, sono imbattibili».
Lei che è originario della Sicilia, le piacciono di più le donne mediterranee o quelle del nord?
«Ma in costume da bagno?».
Vestite e in costume da bagno.
«Sono tutte belle. Diciamo che al sud, anche per via della gelosia degli uomini, la donna è meno elegante magari di quella milanese. Se una donna in Sicilia si veste come una di Milano la guardano come dire: ma dove vai?».
Chi vota in Francia?
«Uno sportivo non dovrebbe mai parlare di politica ma io sono innamorato di Nicolas Sarkozy perché è un politico che cerca realmente di risolvere i problemi della Francia».
Lei tra l’altro assomiglia a Sarkosy fisicamente...
«Sì lo so mi hanno fatto anche delle foto assieme...».
In Italia invece chi apprezza come politico?
«In Italia apprezzo Silvio Berlusconi, perché è un uomo che arriva dalle aziende e un imprenditore può guidare molto bene il Paese…».
Cambiando argomento. Si dice che Alonso prenderà il posto di Raikkonen...
«Ma no... non è vero. Questa è solo speculazione giornalistica come succede ogni anno…».
Ultimamente pare che ci sia meno tifo, che le gare siano meno appassionanti di un tempo…
«Io ho il polso perché lavoro in Italia con la televisione italiana in Rai. In questo momento c’è un po’ di difficoltà in quanto gli ascolti sono calati un po’… Questo sicuramente perché non c’è ancora un pilota affermato come per esempio Mansell o altri grandi campioni del passato e che avevano una grandissima popolarità. Questo è un momento di transizione…».
Quindi oggi non esiste un vero campione?
«Sì, esiste ma è meno adulato. Per esempio, per quanto riguarda il calcio Maradona sarà sempre Maradona. Mentre oggi anche se un giocatore fa 30 goal in serie A ha bisogno comunque di molto tempo per consacrarsi definitivamente».
La sua squadra preferita in Italia?
«Quando non ero ancora in Italia e non lavoravo ancora per la Ferrari, tifavo per la Juventus perché c’era Platini, che era l’unico vero eroe di Francia per noi. Poi pian piano, una volta in Italia, ho cominciato a frequentare Moreno Mannini, Gianluca Vialli e Roberto Mancini, cominciai a seguire la Sampdoria, e comparivo spesso sui giornali e in tv come appassionato di calcio. Allora un giorno l’Avvocato Gianni Agnelli per Natale mi mandò una lettera scrivendomi: “Ho visto che è un grande appassionato di calcio, la squadra però che deve tifare è la Juventus”. E così cominciai ad essere realmente un tifoso della Juve».
Lei ha molti amici tra i calciatori?
«Sì, anche perché devo dire che li trovo molto intelligenti, anche se non hanno fama di esserlo… Sono amico di Alex Del Piero, Gianluca Vialli, Zinedine Zidane…».
Noi Zidane ce lo ricordiamo per quella famosa testata…
«Sì, è stato un gesto antipatico per l’Italia però si è trattato solo di un episodio…».
Noi però ce lo ricordiamo...
«Sì, però al limite gli dovete dire “grazie”…».
Milano secondo lei è peggiorata o migliorata in questi anni?
«Semmai migliorata, trovo che i monumenti siano più ristrutturati rispetto al passato…».
Lei che viaggia molto dove trova che ci sia più crisi, in quale settore?
«A Milano non mi sembra così evidente e neanche nel settore del super lusso. A Ginevra si nota nei posti più “in” dove si prendeva l’aperitivo… sono finiti. E anche il settore degli orologi, sempre a Ginevra, subisce una grossa crisi: in quanto tutti i bonus del passato non sono più possibili».
Il suo posto preferito a Milano?
«Adoro il Duomo ma il mio posto preferito al mondo è Lorenzi a Milano, il negozio di coltelli, lame e rasoi in via Montenapoleone. Ogni volta che vengo qui vado a comprarmi qualcosa, anche se non ne ho bisogno…».