I milanesi hanno il fegato a pezzi: 70% con l’epatite dopo i 50 anni

L’ospedale di Cernusco in prima linea: «Molti ne soffrono anche senza avere i sintomi»

I milanesi e gli altri lombardi non sono più fortunati del resto degli italiani. Tutti purtroppo concorrono a detenere uno sgradevole record in Europa: quello delle malattie del fegato. Basti pensare che nel nostro Paese ammontano a un milione i portatori del virus dell’epatite B e a un milione e mezzo quelli della C. E lo spiacevole bollettino non termina qui: si contano 55 vittime al giorno, 30mila in un anno. Le epatiti poi sono malattie subdole: tant’è vero che ben il 70% degli ultracinquantenni ne ha sofferto anche se non ne ha riscontrati i sintomi. L’epatite A, come la B e la C può, infatti, essere asintomatica. Scoprire precocemente di soffrirne può evitare esiti infausti. Lo sanno bene i gastroenterologi dell’ospedale di Cernusco sul Naviglio che hanno voluto testare la salute del fegato alla cittadinanza del Comune alle porte di Milano. A fine giugno, nel corso della Prima giornata Cernuschese d’informazione e prevenzione delle malattie del fegato, in piazza Matteotti la popolazione è stata visitata gratuitamente.
I numerosi cittadini che hanno partecipato all’iniziativa sono stati sottoposti alla determinazione in tempo reale delle transaminasi sul sangue. Si tratta di un esame, semplice ma accurato, che serve ad evidenziare un danno epatico che può avere le cause più disparate. Quei cittadini che non hanno superato l’esame perché gli era stata riscontrata un’alterazione delle transaminasi, sono stati rimandati ad una visita approfondita all’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale. Un approfondimento che non ha riguardato soltanto le persone ultracinquantenni. Anche i più giovani corrono, infatti, il rischio di ammalarsi di insufficienza epatica.
La maggior causa rimane l’eccesso di alcol, 20 mila nostri connazionali perdono la vita ogni anno per complicanze dovute alla cirrosi epatica e al tumore del fegato. Questa la quinta neoplasia più frequente al mondo. Ma ci sono anche altre cause che fanno ammalare irreparabilmente il fegato, cause che vengono sottovalutate dai giovani. È il caso dei piercing, dei tatuaggi e dei rapporti sessuali non protetti. La prima arma per combattere cirrosi, epatiti e tumori del fegato è quella dell’informazione. Un’informazione che può far ben sperare. Come hanno spiegato i medici dell’Unità Operativa di Gastroenterologia «scesi in piazza» per la prima Giornata Cernuschese, patrocinata dal Comune, contro le malattie del fegato, oggi esiste la possibilità di curare molte delle patologie epatiche croniche. A partire dalle epatiti B e C, a patto che vengano diagnosticate prima dell'insorgenza della cirrosi epatica.
«I cittadini - hanno messo in guardia gli epatologi dell’ospedale di Cernusco - devono sapere che conoscere vuol dire curare. E che a differenza di dieci anni fa si può anche guarire». E chi volesse conoscere le condizioni del fegato dopo le vacanze potrà beneficiare in autunno della replica dell’iniziativa.