I milanesi: «Si paghi Ecotass in base al tipo di macchina»

«Milano boccia il super Ecopass. E lo fa con rabbia». Questo il verdetto della Lega Nord dopo aver analizzato i 15mila no dei milanesi al ticket anti smog e anti traffico. Ieri i leghisti si sono riuniti negli uffici del partito con cesti e scatoloni stracolmi di schede e fogli: materiale pesante, in tutti i sensi, che dà bene l’idea di come la pensa una buona fetta della città.
In due giorni, sono state 6.900 le persone che hanno chiesto di correggere il tiro sull’«Ecotass» e di differenziare le tariffe per accedere al centro in base alla cilindrata dell’auto. Oltre 3.700 milanesi preferirebbero avere un centro storico totalmente chiuso alle auto anziché pagare 5 euro al giorno per potervi entrare. La misura più strong, cioè l’eliminazione totale della tassa d’ingresso, è appoggiata da tremila cittadini. Solo trecento persone sono d’accordo con la linea Pisapia. E qualcuno (il 7% dei votanti) suggerisce strade alternative, come ad esempio un ticket diverso a seconda dell’anzianità dell’auto: «Non è giusto che un’Euro 5 e un’Euro 4 paghino come una vecchia auto inquinante» hanno scritto in tanti con la penna ai piedi delle schede. È vero, il referendum non è istituzionale («Ma prima o poi faremo anche quello» annuncia il coordinatore provinciale Igor Iezzi) e si tratta «solo» di una petizione che nulla ha a che vedere con il referendum di giugno. Allora furono 400mila i votanti e passò il sì ad Ecopass. «Ma - contesta Iezzi - la domanda era stata formulata in un modo tale per cui tutti avrebbero risposto sì. Se chiedi a una persona se vuole o no un ambiente pulito, cosa vuoi che risponda?». Ora, i banchetti della Lega hanno riscosso un enorme successo, soprattutto fra i cittadini che abitano per appena dieci metri all’interno della cerchia dell’area C e tra quelli che hanno da poco cambiato l’auto per averne una meno inquinante. E non sono mancati i «pentiti» del voto a Pisapia. Per questo il Carroccio ha deciso di replicare: durante il prossimo fine settimana proseguirà la raccolta di firme tra San Babila e Cairoli e il 26 e 27 novembre la Lega porterà nelle piazze del centro e nei quartieri altri quaranta gazebo, con oltre 200 volontari. «Vogliamo dar voce ai cittadini fino in fondo» annuncia il consigliere a Palazzo Marino Alessandro Morelli. Insomma, le firme contro l’Ecopass di Pisapia sono destinate a crescere. Ma da qui al 16 gennaio, data di debutto dei 5 euro al giorno, i leghisti potranno fare ben poco per correggere il tiro sul ticket. Per il momento terranno le firme e le schede del «referendum» nel cassetto, pronti a sfoderarle al momento giusto.
La vera battaglia comincerà nella fase della sperimentazione del ticket, da gennaio e per i mesi successivi. «Quello - spiega Morelli - sarà il momento per chiedere delle correzioni in base alle richieste che stiamo raccogliendo». L’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran ha annunciato che modificherà le regole di Ecopass solo in base ai risultati della sperimentazione e non in base a una petizione. «Anche volendo modificarlo ora - replicano i leghisti -, Maran non potrebbe farlo a causa di una maggioranza spaccata. Ma sappia che i milanesi chiedono altro rispetto alle decisioni prese».
Non tutti all’interno della maggioranza sono per la linea del super Ecopass. Tra questi anche Roberto Biscardini, in rappresentanza dei socialisti: il consigliere chiede che nella fase della sperimentazione si verifichi sul serio l’efficacia della formula Pisapia. E fin d’ora sostiene che «sarebbe stato meglio proporre un ticket più basso, ad esempio a 2,5 euro, ma per tutti, senza deroghe».