«Dopo i Milano bond, la vendita Sea»

«Nuovo stadio? No, meglio valorizzare il Meazza»

Enrico Lagattolla

L’Orchestra Filarmonica della Scala ha appena concluso la «Marcia funebre». Myung-Whun Chung, il direttore, ha lasciato il palco. Gli applausi sono per il Maestro Carlo Maria Giulini, scomparso mercoledì. Solo a concerto concluso il sindaco di Milano Gabriele Albertini accetta di parlare.
Sindaco Albertini, date le circostanze partiamo dal suo ricordo di Giulini.
«Quello che conservo è un ricordo vivo di una personalità straordinaria che ha insegnato in primo luogo a se stesso e a coloro che l’hanno avvicinato ad amare l’arte e la musica, essendone un grande interprete. Aggiungo a queste qualità professionali un’aristocrazia naturale del suo spirito e della sua anima. È stato un uomo di grande sensibilità che ricorderemo sul palco ma anche nella vita».
Ha avuto modo di conoscerlo?
«Ho avuto il privilegio di incontrarlo, ero compagno di scuola di suo figlio, e proprio in quelle prime circostanze ho potuto apprezzare il significato di una personalità così straordinaria anche al di fuori del suo ruolo e della sua funzione. Era un grande uomo oltre che un grande direttore».
Dalla Scala a Palazzo Marino, questione di un centinaio di metri. Come vanno le cose nella maggioranza?
«Negli ultimi giorni la maggioranza si è espressa con una decisione che fa onore alla città, l’ultima decisione è stata un atto di buona amministrazione. Mi auguro che nei prossimi giorni continui questo ritmo che, seppure con qualche incomprensione e qualche polemica - per altro transitoria - in sede decisionale porta agli effetti che abbiamo visto».
È chiaro il riferimento al recente «sì» espresso dal Consiglio comunale sull’emissione dei «Milano bond». Un successo di immagine per la maggioranza, e cos’altro?
«I Milano bond rappresentano 106 milioni di euro risparmiati in oneri finanziari collegati all’esercizio in corso, che invece potranno essere convenientemente utilizzati per fornire servizi ai cittadini. Con il prossimo anno questo risparmio si ridurrà, ma non significativamente, mentre negli anni successivi e per i prossimi trent’anni avremo vantaggi palpabili».
E nell’immediato?
«Per i prossimi due anni i bond si tradurranno in 174 milioni di euro risparmiati in oneri finanziari da reinvestire e dedicare ai servizi ai cittadini. Poi c’è la questione dello stadio».
Prego.
«Abbiamo chiesto a un consorzio milanese guidato dal professor Secchi di studiare l’offerta che il Comune di Milano sta elaborando: una concessione ultratrentennale affidata a una società mista, cui il Comune stesso parteciperebbe con una quota di minoranza. Un periodo molto lungo che permetterebbe di ammortizzare tutti gli investimenti necessari. È certamente una soluzione più conveniente di un nuovo stadio, e soprattutto permetterebbe di valorizzare quello che è un monumento indubbio dell’architettura moderna del calcio com’è lo stadio Meazza».
Torniamo a Palazzo Marino. La Russa contro Goggi contro Albertini contro La Russa. Ammetterà che nei gioni scorsi lo spettacolo è stato poco edificante.
«Ci sono da prendere decisioni importanti per la città, in primo luogo la privatizzazione della Sea. Mi auguro che lo stesso criterio di unità e compattezza dimostrato di recente venga ripetuto anche in quest’ultima occasione».
Un’ultima battuta sulle multe. Qualcuno in Comune, senza fare il nome del coordinatore regionale di An, vorrebbe vigili più tolleranti.
«Quello delle multe è un capitolo chiuso. Anche se qualcuno che vuol fare l’occhiolino al monello ci sarà sempre».

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