«I militari italiani si preparino a combattere»

«Israele ha vinto la guerra grazie ai valori dell’Occidente, gli hezbollah sono animati da un estremismo omicida che si fa scudo dei civili»

Mario Sechi

da Roma

Se chiedete in giro «chi ha vinto la guerra in Libano?» la risposta quasi unanime sarà che «ha perso Israele». Una voce diversa è quella di Fiamma Nirenstein, giornalista e saggista esperta di Medio Oriente che prevede per i soldati italiani in Libano «una missione dura, dovranno essere pronti a combattere».
Chi ha vinto la guerra?
«Ciò che dico è in controtendenza, ma penso che Israele abbia vinto, seppure in maniera controversa».
Perché?
«Ha vinto sul piano diplomatico, militare e soprattutto morale. Una vittoria dei valori dell’Occidente sull’estremismo omicida degli hezbollah e del loro mandante, l’Iran».
Eppure Olmert ha i giorni contati.
«Ci sono stati parecchi errori e tentennamenti. Un gruppo nuovo, formato da Olmert, Livni e Perez non ha avuto la leadership sufficiente per gestire la guerra con le forze di terra. Solo alla fine hanno capito che la fanteria e i tank erano l’arma per snidare i terroristi dai loro covi tecnologicamente avanzati».
Abbiamo assistito a un nuovo tipo di guerra.
«Questa è stata la prima grande guerra asimmetrica, ma con un esercito di fronte a un altro esercito. Israele ha avuto di fronte un tipo nuovo di nemico che ha mirato sui civili israeliani e ha usato in maniera selvaggia e criminale i propri civili come scudo umano. Gli hezbollah però escono dalla guerra distrutti, possono cantare vittoria finché vogliono, ma hanno perso i tre quarti delle forze, e per questo Nasrallah ha accettato il cessate il fuoco».
Perché lei parla di vittoria sul piano morale?
«Da una parte gli hezbollah, una banda senza regole con l’assassinio dipinto negli occhi e dall’altra i soldati israeliani, ragazzi pronti a morire per la loro patria, colmi di valori. Hanno compiuto dei gesti di eroismo, credono nella democrazia».
La risoluzione Onu è un buon risultato?
«La risoluzione ha un “solo” problema: essere messa in pratica. Dichiara gli hezbollah uno stato dentro lo stato e decide di smantellarli. Peccato che le forze previste siano insufficienti e forse anche incapaci di farlo».
Che tipo di missione sarà per i nostri soldati?
«Dura. Dovranno avere gli stessi valori dei soldati israeliani, devono essere consapevoli che gli hezbollah disprezzano il mondo a cui noi apparteniamo. E dovranno essere pronti a combattere».
Quale scenario troveranno le nostre truppe?
«All’inizio una situazione relativamente tranquilla, perché gli israeliani sono arrivati fino al fiume Litani. Ma poi troveranno un grande lavorìo da parte di hezbollah, Siria e Iran per ricostruire una situazione aggressiva con Israele. Con questa guerra gli hezbollah hanno assaggiato uno scontro di odio al confine dell’Occidente. Se le nostre truppe non sapranno affrontare questa situazione, saremo destinati ad altre guerre, più grandi e significative».