I miliziani di Al Aqsa: «Risponderemo con le armi chimiche»

Gerusalemme. Le Brigate dei Martiri di Al Aqsa, legate al partito al Fatah del presidente palestinese Abu Mazen, hanno annunciato ieri di avere fabbricato armi chimiche e biologiche e di essere pronte a usarle contro Israele se il suo esercito invaderà la Striscia di Gaza. Lo ha scritto ieri il quotidiano Yedioth Ahronoth, aggiungendo che le Brigate sostengono di essere in possesso di «oltre 20 tipi differenti di armi biologiche e chimiche, ottenute dopo tre anni di sforzi». Indirizzando le loro minacce al premier israeliano Ehud Olmert e al ministro della Difesa Amir Peretz, i miliziani palestinesi avvertono: «Le vostre minacce di invasione non ci spaventano. Vi sorprenderemo con nuove armi che voi non avete mai affrontato finora. Se un soldato israeliano metterà piede a Gaza, noi risponderemo con una nuova arma». Sembra che anche cellule di Hamas abbiano cercato in Cisgiordania di produrre bombe chimiche, inserendo negli ordigni tradizionali elementi tossici. Al Aqsa ha anche chiesto ai rapitori del soldato israeliano di non liberarlo e si è detta pronta a combattere per respingere un eventuale attacco israeliano.