I mille colori e produttori di Riesling

Posizionato nell'alto Friuli e sempre più contaminato dalle brezze culturali delle vicine Austria e Slovenia, il Tarvisiano è un po' il simbolo del grande impulso al confronto che oggi muove vignaioli un tempo restii a mettere il naso fuori dal recinto vitato. Alla rassegna Ein Prosit, einprosit.org, c'erano croati che chiedevano lumi a trebbianisti abruzzesi, sloveni che incrociavano esperienze e aromi coi dirimpettai del Collio goriziano, francesi presi a soppesare calici di grüner veltliner. Proprio l'Austria, terra che dà i natali a quest'uva autoctona, si è confermata tra le realtà di maggior crescita, idea rafforzata da una degustazione di fantastici riesling biancorossi.
Uva ai vertici assoluti di nobiltà e finezza, il riesling mostra di attecchire benissimo sui terreni aridi della piccola Wachau, nella regione della Bassa Austria solcata dal Danubio e dai vertiginosi sbalzi termici che regalano a questi nettari ventagli aromatici tra i più ampi e complessi.
Andate a caccia dei riesling di grande acidità dello sperimentatore autodidatta Fred Loimer, loimer.at e di quelli ricavati da vigne di 35-40 anni, di grande concentrazione e complessità, firmati dai 3 fratelli della Jurtschitsch, jurtschitsch.com. E cercate anche il carattere dei riesling che sbocciano nella regione del Kremstal di Sepp Moser, sepp-moser.at o quelli di Franz e Andrea Proidl, proidl.com. Provando magari a recuperare per le occasioni speciali un riesling di vecchia annata. Tipo uno Spätlese Achleiten del 1979, imbottigliato e conservato come si deve da Freie Weingärtner Wachau, www.fww.at. Occhio però: potrebbe suonare sul vostro palato una dolce nota fumosa impossibile da rimuovere.