I MILLE SAN SILVESTRO DI RADIOUNO

In televisione, per bene che vada, si festeggia una volta sola. Ma chi segue questa rubrica sa perfettamente che la radio è sempre e comunque superiore alla televisione.
E, quindi, in radio si festeggia tante volte, decine di volte, migliaia di volte. Non esageriamo. Non è il nostro smisurato amore per la radio che ci fa dire bugie: in radio, San Silvestro si festeggia tante volte. Se potesse, Daniela Ameri, fascinosa ed elegantissima addetta stampa della presentazione dell’evento, lo prolungherebbe all’infinito. Se non altro, per sfoggiare i suoi lunghi mozzafiato.
Funziona così: questa notte, su Radiouno, andrà in onda - in contemporanea dagli studi di Saxa Rubra a Roma e da quelli di corso Europa a Genova - Capodanno in mare, la seconda edizione del veglione radiofonico navigante, voluta per l’appunto da Radiouno, dal Segretariato sociale della Rai e dal direttore della sede regionale Rai della Liguria Victor Balestreri, con la collaborazione della Provincia di Genova e di Confitarma, che è una praticamente Confindustria in versione acquatica. Si inizia alle 23,15 e si finisce domattina alle cinque e mezzo, dopo aver stappato decine di bottiglie metaforiche ed aver mangiato decine di fette di panettone altrettanto metaforiche. Dopo aver ascoltato ospiti come Enrico Ruggeri, Dario Vergassola, Antonello Venditti, Ron, Predrag Mattvejvic e persino me.
Perché - grazie al gioco dei fusi orari e grazie alla radio, con la quale è sufficiente un telefono o una ricetrasmittente per essere ovunque - il Capodanno radiofonico sarà contemporaneamente nel mare di Dakar e in quello del Corno d’Africa, in quello dell’Oceano Atlantico e nel Pacifico, nei mari del Nord e nelle acque del golfo di Aden, nel Mediterraneo e in Malesia. E ognuno festeggerà Capodanno durante le sei ore e passa di trasmissione o racconterà di averlo festeggiato. Qualcosa degno di Giulio Verne, dei sogni di bambini, delle macchine del tempo di Lovecraft o dei viaggi con la fantasia di Emilio Salgari, che ci ha fatto sognare pur non essendosi mai spostato da casa sua.
E, un po’ di Salgari ci sarà anche nella trasmissione, visto che si parlerà anche di pirateria. Ma di pirateria vera, purtroppo. Niente a che fare con la bellezza e la grandezza di Sandokan o di Jack Sparrow: i pirati sono tornati in molti mari del mondo e se ne parlerà con un esperto in studio e con collegamenti satellitari con navi che operano nelle acque più a rischio. Personalmente, spero, che ci sia anche la voce di Stefano Messina, uno degli armatori della famiglia genovese che è stata vittima proprio l’estate scorsa di un attacco. Sentirglielo raccontare è un’emozione ulteriore, un modo di sentirsi davvero a bordo della nave, un brivido in diretta. E poi Stefano Messina ha proprietà di linguaggio, è educato e sa coinvolgere. Imperdibile. Come il Capodanno in radio.