I ministri di Prodi scelgono il sindaco della Cdl

da Milano

C’è pure il mistero di un servizio di «Ballarò» girato e mai mandato in onda, con la sinistra che denuncia l’autocensura della Rai per non dispiacere il leader dell’Udeur, le bacchettate tra i colleghi ministri, le denunce di opportunismo anche per Di Pietro, ingredienti dell’intruglio velenoso prodotto dall’Unione a Civitavecchia. Pochi giorni dopo la «sconcertante» visita di Clemente Mastella, sceso con tutto lo stato maggiore dell’Udeur per tirare la volata al candidato sindaco della Cdl («una risorsa, il sindaco migliore per questa città»), anche da Antonio Di Pietro è arrivato l’annuncio-scandalo: il presidente dell’Italia dei valori parteciperà alla manifestazione elettorale di Gianni Moscherini, capo della lista civica «Patto per la città» sostenuta dai partiti del centrodestra, con l’aggiunta appunto di Udeur e Italia dei Valori. Subito, i coordinamenti regionali di Ds e Margherita hanno diffuso una nota per chiedere al premier Romano Prodi di «riparare a questo pasticcio che fa confusione e disorienta l’elettorato». Che due ministri del governo in pochi giorni si impegnino per sostenere un candidato del centrodestra «è un fatto di inaudita gravità - si legge nel comunicato congiunto -, che segna quanto meno un alto tasso di confusione e di scarso coordinamento politico dell esecutivo nazionale su temi così delicati». «È un’operazione di trasformismo politico davvero incredibile - spiega al Giornale il coordinatore regionale dei Dl Mario Di Carlo -. Due ministri che vanno a benedire il candidato di una coalizione avversaria a livello nazionale. Ma è ancor più stravagante che il presidente del Consiglio non chieda loro spiegazioni». È «inaccettabile» il sostegno di Di Pietro al candidato della Cdl secondo i Verdi del Lazio, «un fatto grave» stigmatizzato da tutti i capigruppo della sinistra in Regione.
Nessuna risposta da Antonio Di Pietro, di cui si racconta un consolidato rapporto d’amicizia con Moscherini, ex commissario straordinario dell’Autorità portuale di Civitavecchia, sceso in campo dopo lo scioglimento del consiglio comunale della città (ora commissariata), crollato per i dissidi interni alla maggioranza di centrosinistra dopo neppure otto mesi. E così a Civitavecchia va in scena il paradosso, con due ministri che fanno la campagna per la Cdl e altri rappresentanti del governo che vengono a sostenere il candidato del centrosinistra Nicola Porro. Anche se goffamente, senza aggiungere un nome ai vaghi appelli alla coerenza, il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e la capogruppo dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro, intervenendo ad una manifestazione elettorale nella città, non hanno potuto evitare il riferimento al pasticcio di Civitavecchia. «Faccio fatica a capire» ha sibilato Bianchi, «Mastella è venuto a sostenere il centrodestra, Finocchiaro è venuta a sostenere il centrosinistra: non c’è niente da aggiungere» si è limitata a spiegare la senatrice davanti agli elettori confusi dai cambi di casacche.