I ministri pronti a presentare a Padoa-Schioppa il piano per il 2008: 30 miliardi in più e nessuna riduzione. La Sanità sfonda per la prima volta il tetto dei 100 miliardi Manovra all’indietro: zero tagli e spesa record

A chiedere nuovi fondi sono Di Pietro, Bindi e Ferrero. Altri esborsi previsti per l’esercito e la sicurezza interna. E il premier vorrebbe «rimediare» tagliando l’Ici sulla prima casa

da Roma

Il 10 settembre si avvicina velocemente: lunedì prossimo tutti i ministri dovrebbero presentare al collega dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, le razionalizzazioni e i tagli di spesa ipotizzati per il 2008. È probabile però che di tagli non si veda neppure l’ombra. Per il momento, infatti, sono giunte soltanto richieste di nuovi fondi: 6 miliardi e 200 milioni per le infrastrutture da Antonio Di Pietro, 2 miliardi dal ministro della Famiglia Rosy Bindi, altri 2 miliardi da Paolo Ferrero, titolare della Solidarietà sociale. Dieci miliardi abbondanti che, aggiunti agli impegni di spesa già sottoscritti (il protocollo sul welfare e il contratto dei dipendenti pubblici, ad esempio) e a investimenti vari (Ferrovie, Anas, Poste, eccetera) superano la consistente cifra di 30 miliardi di euro. Pendono poi come una spada di Damocle, maggiori spese per la sicurezza interna e per le nostre missioni militari all’estero.
Caccia al Tesoro. L’andamento positivo delle entrate fiscali e del fabbisogno 2007 - i dati di agosto hanno confermato un calo del deficit di 11 miliardi rispetto all’analogo periodo del 2006 - è musica per i ministri di spesa. Ipotizzando trascinamenti favorevoli per il 2008, molti di loro pensano a spendere di più, e non di meno come vorrebbe «Tps». Altri - preoccupati per la crisi di popolarità del governo - vorrebbero incominciare subito a tagliare le tasse. La preparazione della Finanziaria 2008 incomincia dunque nel peggiore dei modi, priva com’è di una direzione precisa nonostante i ripetuti vertici politici, come quello di ieri a palazzo Chigi fra Prodi, Padoa-Schioppa e il titolare dello Sviluppo, Pierluigi Bersani. Per l’anno prossimo il Dpef indica un deficit tendenziale del 2,1% del Pil, contro il 2,5% di quest’anno. Un risultato che, senza tagli di spesa, si può raggiungere soltanto con un ulteriore aumento della pressione fiscale. La Finanziaria di «tregua» annunciata da Padoa-Schioppa è già in pericolo?
Sanità oltre i 100 miliardi. Per la prima volta, nel 2008, il Fondo sanitario nazionale sfonderà, per la prima volta, il muro dei 100 miliardi di euro. Sulla spesa sanitaria - che insieme a pensioni e pubblico impiego rappresenta il clou delle uscite dello Stato - sarà possibile qualche razionalizzazione, ma nessun risparmio è alle viste. Il ministro Livia Turco ha visto Prodi ieri a palazzo Chigi. «Chiederò altri fondi per nuovi investimenti - spiega il ministro - ma mi sento di dire che, grazie al patto con le Regioni, la sanità è al sicuro». La Turco non prevede che vengano inserite nella Finanziaria nuove regole per i ticket, e dice «no» alla possibilità di vendere nei supermercati i farmaci di fascia «C» per i quali è necessaria la ricetta.
Tasse, la sfida dell’Ici. Prodi, a quanto si dice, vorrebbe un segnale tranquillizzante sul fronte delle tasse: la «tregua» di Padoa-Schioppa non basta al premier, che ha chiesto ai suoi ministri di metter giù qualche proposta di riduzione fiscale «praticabile», che non appesantisca troppo la finanza pubblica. E quale settore è, in Italia, più sensibile della casa? L’idea di tagliare l’imposta comunale sulla prima casa (magari nel giro di due anni, cominciando con le superfici più modeste) resta nella panoplia dei possibili interventi. Secondo il sottosegretario all’Economia Mario Lettieri «l’unica cosa acclarata è la riduzione Ici sulla prima casa, per il resto bisogna aspettare». Quanto alla tassazione delle imprese, rimane sul terreno l’ipotesi di sostituire incentivi e contributi con una diminuzione dell’Ires (il tutto a somma zero). Infine, va avanti l’ipotesi di una tassazione minima complessiva per i lavoratori autonomi «marginali», con reddito annuo inferiore a 20-30mila euro.
Fitch, «attenti al debito». «In Italia le priorità restano quelle di sempre: taglio della spesa pubblica e riduzione del debito». All’agenzia di rating Fitch non hanno dubbi sulla direzione che dobrebbe prenrere la Finanziaria 2008. «Sul fronte della spesa pubblica non abbiamo assistioto a molti progressi negli ultimi anni - afferma il responsabile per il rating dell’Italia, Brian Coulton -: e la priorità deve essere la riduzione del debito pubblico».