I minori in rete: 3 su 4 navigano soli

Roma - "Mai lasciare gli adolescenti soli con Internet. È proprio quello che i pedofili si aspettano e cercano". È l'appello della polizia delle Comunicazioni lanciato in occasione della presentazione a Roma della "missione Internet sicuro”, il progetto didattico di Unicef Italia e di Microsoft per la sicurezza online.
Su un campione di oltre centomila ragazzi, la polizia postale ha analizzato i rischi della navigazione dei minori sulla rete e ha scoperto che almeno il 30% rimane solo davanti al monitor. Di questi l'11% viene contattato da pedofili in chat e solo il 25% rivela ai genitori il contatto. Il 75% non dice nulla per paura, per vergogna, perché la famiglia non capirebbe, o perché reputa che non ci sia niente di male.
"È necessario sensibilizzare i ragazzi - afferma Marco Cervellini, responsabile per la polizia dei progetti di educazione alla legalità e navigazione sicura dei minori sulla rete - ma anche le famiglie. I genitori devono riappropriarsi della responsabilità della crescita dei figli. Il nostro lavoro è basato principalmente sulla prevenzione, perché una volta che il danno è fatto, è difficile, a volte impossibile, ripararlo".

173 arresti per pedofilia online Sono 173 le persone arrestate e 3.507 quelle denunciate per reati legati alla pedofilia online dalla polizia postale e delle comunicazioni. Le indagini, che si sono svolte tra il 2001 e il 28 febbraio 2007, hanno coinvolto oltre 252mila siti. In sette anni, sono 155 i siti web pedofili oscurati e 10.293 quelli segnalati all'estero, mentre sono state 3.247 le perquisizioni eseguite.

"Missione Internet sicuro" Parte oggi il progetto didattico dell'Unicef Italia e di SicuramenteWeb, che coinvolgerà fino alla fine dell'anno scolastico mille scuole secondarie di primo grado e decine di migliaia di studenti in tutta Italia, assieme ai loro insegnanti e genitori. Le fasi di sviluppo saranno due: una didattica, che si svolgerà direttamente in classe, l'altra di partecipazione a un concorso. "Questa iniziativa va nella giusta direzione di rafforzare la capacità dei bambini e degli adolescenti di comprendere i rischi, ma anche le opportunità della rete", ha affermato Antonio Sclavi, presidente dell'Unicef Italia. "Le ricorrenti raccapriccianti vicende di pedofilia online, ovvero lo scambio, il commercio, la diffusione di materiale pedo-pornografico sulla rete internet - ha aggiunto Marco Valerio Cervellini - hanno evidenziato la necessità di adottare una serie di comportamenti a livello familiare per ridurre i rischi di molestie e di adescamento di minori da parte di pedofili".