I mister sono d’accordo: nessun accordo

Quasi un'ora assieme, non faccia a faccia, ma fianco a fianco. L'idea che all'estero funziona, in Italia è un inedito soprattutto per una stracittadina. Per la prima volta, prima di un derby, i tecnici di Genoa e Samp si sono trovati vicino. Un segnale importante per la piazza dopo gli scontri prima del derby d'andata, un segnale arrivato da due leader capaci di creare due squadre, due gruppi d'alta classifica. Nella sala stampa del Ferraris i due tecnici arrivano puntuali, anzi in anticipo e si fanno largo tra la folla di cronisti presente solitamente dopo le partite che contano. Eppure la stracittadina si deve ancora giocare.
Più vivace Gasperini, all'apparenza più concentrato Mazzarri, che comunque non risparmia battute al collega. Il primo tema affrontato è quello del fairplay: «Queste tifoserie - ricorda Gasperini - esprimono complessivamente oltre 40.000 abbonati, a testimonianza della grande attenzione che viene riservata al calcio». «Avversari, ma non nemici - commenta Mazzarri, che aggiunge - È una gara di pallone, in cui ciascuno metterà del suo per raggiungere il massimo risultato, come è giusto che sia».
L'allenatore della Sampdoria, più scaramantico, non pronuncia mai la parola «vittoria», mentre Gasperini esce allo scoperto senza tanti giri di parole: «Speriamo di ottenere quel successo che darebbe un'enorme soddisfazione al nostro pubblico. Stiamo disputando un campionato importante, al di sopra delle aspettative, al punto da infastidire sul suo palcoscenico la Sampdoria, che da diverse stagioni compete a ottimi livelli. Il primo obiettivo del Genoa rimane la salvezza, ma è bello che questa sfida coincida con un momento molto favorevole per le due squadre».
I nomi più ricorrenti sono quelli di Borriello da una parte e Cassano dall'altra e i due allenatori hanno auspicato che possano raggiungere insieme la nazionale («sarebbe una soddisfazione anche per noi»), ma sia Gasperini che Mazzarri evidenziano il valore complessivo delle rispettive compagini. «Talento e organizzazione si intersecano», hanno dichiarato con orgoglio. Mazzarri rivela che toglierebbe volentieri Leon al Genoa («l'ho lanciato io a Reggio Calabria»), mentre Gasperini preferisce parlare del «buon collettivo della Samp». Pochi e rari gli accenni alla formazione («non stravolgeremo nulla rispetto a ciò che abbiamo fatto sinora», hanno commentato i due tecnici). Guai a parlare di «una torta» di convenienza. «Non appartiene alla mia filosofia» puntualizza Gasperini. A cui Mazzarri aggiunge: «Con la Lazio a Roma abbiamo perso perché non ci eravamo accontentati di pareggiare...». L'allenatore della Sampdoria manifesta rammarico per le condizioni del prato di Marassi («sembra un campo di periferia») e ha galvanizzato la tifoseria blucerchiata affermando che «malgrado la differenza numerica dovuta al fatto che siamo in trasferta, si sentirà al pari degli avversari».
Anche Gasperini si è appellato ai tifosi («spesso a Marassi ci hanno aiutato a vincere le partite»), poi un commento alla designazione di Rizzoli come arbitro della gara: «Per lui sarà un esordio nel derby - sottolinea Gasperini - ma dovrà stare tranquillo». «L'importante - spiega Mazzarri - è che, in caso di errore, l'arbitro non ne commetta altri nel tentativo, come si dice, di riparare. È di livello e si comporterà bene». Fine delle trasmissioni, stretta di mano e via agli allenamenti a porte chiuse nei rispettivi quartieri generali. Resta la battuta che chiude il tormentone settimanale della serie «Vinca il migliore». È di Gasperini che sdrammatizza: «Spero vinca il peggiore così l'altro si potrà consolare sapendo di essere il migliore».