I modelli in acciaio fanno ancora la parte del leone

</B>Trend in crescita per il mercato ma crescono anche i prezzi medi dei modelli di fascia medio-bassa

Buone notizie dalla Federazione delle Industrie Orologiere Svizzere nel mese di settembre: dopo un agosto sostanzialmente stabile, il trend di crescita ha messo a segno un rotondo +9% rispetto al medesimo periodo del 2005, pari ad un valore di 1.141,4 milioni di franchi svizzeri. E' un dato prevedibile, considerando la strategicità di un mese che vede i primi importanti arrivi sul mercato delle novità lanciate durante le fiere di primavera ed è preparatorio per il trimestre più caldo dell'anno. Considerando, dunque, il dato percentuale "mobile" sui dodici mesi, nel periodo settembre 2005-settembre 2006, l'incremento è stato dell'11,4% rapportato al corrispondente ''anno' settembre 2004 - settembre 2005: una proiezione che conferma la previsione per fine anno di un +8%/+9%. Analizzando il dato sull'orologeria da polso, in termini generali, si è verificata una crescita del 9,9% in valore, accompagnata da un importante risultato positivo anche sotto il profilo della quantità (+6,2%): dall'inizio dell'anno sono usciti dalla Svizzera 270.000 pezzi in più rispetto ai primi nove mesi del 2005 (+1,6%). L'analisi per materiale ha evidenziato, in quantità, un lieve calo dell'oro (-2,2%), del platino (-4,1%) e dell'acciaio/oro (-2,3%), con un marcato rallentamento del segmento argento/placcato oro (-33,3%); negatività alle quali hanno risposto incrementi delle unità esportate in acciaio (+13,5%), che sostanzialmente da solo, ha garantito il risultato positivo d'incremento. In valore, invece, le vendite hanno raggiunto i 1.053,3 milioni di franchi svizzeri, con, sugli scudi, il +11% dei modelli in oro, il +13,5% dei segnatempo in platino, il +17,6% dei placcati-oro/argento e il +12,9% degli esemplari in acciaio. Questo trend conferma, ancora una volta, come il livello medio dei prezzi continui ad indirizzarsi verso una crescita molto chiara, non solo, nel caso dell'orologio prezioso, ma anche in riferimento ai modelli di fascia medio-bassa. A conferma di quanto detto, l'analisi per segmentazione, centrata sulle fasce di prezzo degli orologi da polso (ovviamente in entrata sui diversi mercati e, dunque, ante ricarichi della filiera distributiva), evidenzia l'assoluta e sostanziale leadership dei modelli di costo superiore ai 3.000 franchi svizzeri, alla quale ha risposto una sostanziosa crescita della fascia da 0 a 200 chf (il delicato segmento 200-500 chf ha lasciato sul terreno il 9,2% in valore e il 7,9% in quantità).
In relazione alla distribuzione geografica, l'export svizzero verso l'Italia è drasticamente calato in settembre (-8,1%), con Francia e Germania ormai chiaramente attestate al nostro stesso livello (continua la crescita del Giappone, con USA e Hong Kong confermati mercati di riferimento per l'orologio elvetico).