«Per i moduli mi hanno chiesto 500 euro»

Tra gli immigrati nella sala d'attesa del Cesil di via Tadino, la signora Artega è stata una delle più fortunate. Una sua amica, ecuadoregna come lei, è riuscita a procurarle una copia del kit. «Lei abita a Bresso - racconta - e lì, in posta, ha ritirato i moduli quando a Milano erano tutti già esauriti». Quasi fosse un pellegrinaggio, Artega e tanti altri stranieri residenti a Milano sono stati costretti a guardare fuori città, anche oltre i confini della Lombardia: nessun santuario da raggiungere ma una busta da ritirare e da conservare poi gelosamente.
Dahir Hicham ha solo 16 anni ma ne dimostra almeno 10 in più, al posto della gita fuori porta, ha preferito una passeggiata a San Donato, dove abita da 8 anni. «Continuavo ad andare in posta ma mi dicevano di tornare il giorno dopo, così lunedì mi sono deciso a comprare a 100 euro il kit da un mio amico di San Donato». 100 euro per allontanare l'incubo di tornare in Marocco, dati ad un amico che alle sue spalle si è guadagnato la giornata. Altri meno spudorati dell'amico di Dahir non hanno osato tanto: «La settimana scorsa - racconta la signora Ester Cortez - il gestore di un negozio di telefonia di viale Corsica mi ha proposto l'acquisto di un kit a 30 euro. Mi avesse chiesto 10 avrei accettato, ma 30 mi è sembrato esagerato». Una cifra assurda considerato che tutti dovrebbero avere la possibilità di ritirare il modulo gratuitamente, che però diventa irrisoria se paragonata a quella offerta a Isabel, 25 anni, arrivata dal Perù con sua madre. «Spinta dal panico stavo per comprarlo a 500 euro, per fortuna poi ho sentito che in posta ne erano arrivati di nuovi». Isabel non vuole rivelare l'identità dell'aguzzino, ma solo un particolare: era una donna peruviana come lei.