I Momix alla prova del primo balletto «ambientalista»

Il celebre coreografo americano Moses Pendleton ha scelto Bologna come ribalta per il debutto mondiale del suo nuovo lavoro «Bothanica»

L'ultima novità in fatto di danza? Il balletto «ecologico». Non stiamo parlando di una trovata ad effetto del solito gruppo di ecologisti incalliti. Stiamo parlando dell'ultima coreografica firmata da Moses Pendleton, che debutterà proprio qui in Italia (all'Europauditorium di Bologna il primo febbraio). «Uno spettacolo ecologico? Perché no? In fondo dobbiamo aiutare l'uomo a prendere consapevolezza dell'importanza della natura, altrimenti nessuno farà mai nulla per proteggere l'ambiente e non si vareranno apposite leggi, che sono essenziali per una nostra sopravvivenza armonica», afferma il fondatore dei Momix, dicendo di aver pensato a questo spettacolo, insieme con Cynthia Quinn, sperando che il pubblico lo viva come «entrare in un giardino, dimenticando di essere dentro un teatro e avendo la sensazione di trovarsi all'aria aperta». Con il suo usuale e ineguagliabile linguaggio visuale e coreografico, conduce gli spettatori in maniera suggestiva e seducente verso trepidanti mondi nascosti, costantemente in fermento. Con delicatissimo umore si addentra a esplorare la sessualità delle api o l'algida voluttuosità di creature arcane. Stupefacenti ed emozionanti come sempre, Pendleton e Momix offrono un altro spettacolo inebriante e struggente, che farà soffermare sulla bellezza e la meraviglia di un mondo da preservare. È la seconda volta che Moses Pendleton sceglie l'Italia come ribalta del debutto mondiale di un suo lavoro. Nel 1980 il ballerino-coreografo originario del Vermont scelse Milano (teatro Nazionale) per fare debuttare il primo spettacolo dei Momix, la giovane compagnia di danza nata da una costola del Pilobolus Dance Theatre. «Bothanica» ripropone alcuni temi forti della poetica di Pendleton come le evoluzioni acrobatiche mai disgiunte da un forte impatto visivo. Tornano, poi, i tanto amati girasoli accompagnati, questa volta, da una folta schiera di elementi floreali. Un ritorno, insomma, alle origini per il coreografo cresciuto tra i boschi di una delle zone più incontaminate degli States. Il metodo dei Momix, afferma Pendleton, «è stato sempre quello di prendere oggetti non umani e, attraverso di essi, descrivere le relazioni tra esseri umani e di questi col mondo che li circonda. Può essere un girasole come un barile. Un barile, con uno scatto di fantasia, si può trasformare in un surreale insetto, in un qualche animale. Pablo Neruda canta una rana o una cipolla e ne fa poesia, così noi cerchiamo di dare a quel che utilizziamo un'emozione vitale. I nostri lavori non hanno storie e uno svolgimento logico, ma vivono di associazioni, di accensioni fantastiche, come i sogni». I Momix sono una compagnia di danzatori-illusionisti che hanno saputo guadagnarsi in poco tempo una fama internazionale grazie a spettacoli di eccezionale inventiva e bellezza. E grazie soprattutto a una originale cacità di evocare un mondo di immagini surreali utilizzando movimenti del corpo umano, costumi, giochi di luce e ombre. Nel corso degli anni la formazione e le dimensioni del gruppo ha subito diversi mutamenti, ma è rimasto intatto l'impegno a contribuire allo sviluppo dell'arte della danza divertendo il pubblico. Moses Pendleton ha realizzato spesso progetti speciali e televisivi in Italia e nel mondo, prendendo parte anche a numerose convention. Tra queste una serie di spettacoli al Lingotto di Torino per il centenario di Fiat Auto nel '99 e protagonista nel 2007, con ben 30 ballerini, alla convention della Mercedes a Francoforte. Oltre alle annuali apparizioni al Joyce Theatre di New York, la compagnia si esibisce in tutto il mondo. «Bothanica» avrà alcune anteprime di rodaggio a Mestre, Vicenza, Treviso e, dopo il debutto a Bologna, sarà a Torino (17 febbario-1 marzo) Parma, Trieste, Lucca, Carpi, Rimini, quindi al sud Brindisi, Catanzaro, Messina, Bari, mentre Milano arriverà tra fine anno e inzio 2010 e Roma subito dopo, alla Filarmonica Romana per antico affetto.