I monti sorridono a Francois Lucquin Ma negli Usa vola il "ragno" Villegas

A Crans s’impone il francese mentre in Missouri trionfa il colombiano. Brilla Villegas, il giocatore che prima di ogni put si sdraia a terra per studiare la traiettoria, come un ragno

Non sono serviti i grandi nomi, che nel passato erano stati ingaggiati, per fare dell’Omega European Masters sempre e comunque un torneo di livello e di bella presenza. Con il percorso di Crans Montana in condizioni eccellenti, lo spettacolo stavolta lo hanno garantito dei giovani campioni emergenti - forse pochi noti all’abituale e un po’ snob pubblico golfistico - ma che saranno sicuramente famosi nel breve. La vittoria è andata al grintoso francese Jean François Lucquin, al suo primo successo sul Tour, che ha dato al golf francese - sempre più di ottima qualità - la seconda vittoria consecutiva dopo quella di Havret in Scozia.

Ma il vero «enfant cheri» dell’Omega è stato il diciannovenne nordirlandese Rory McIlroy, passato da meno di un anno al professionismo dopo aver collezionato un palmares da dilettante da fare impressione. «Faccia d’angelo», «Niño d’Irlanda» ha conquistato pubblico, stampa e soprattutto il campo, dominato in 63 colpi già nella prima giornata. Fra emozioni, pressioni e tensioni il ragazzino ha tenuto la testa del torneo fino all’ultimo, dando spesso e volentieri prova di essere golfisticamente molto più maturo della sua età e soprattutto di essere in possesso di una classe fuori dal normale. Emozione, giovinezza hanno finito - questa volta - per giocargli però un brutto scherzo. Con un colpo di vantaggio, gli bastava un par alla 72ª buca per vincere e divenire il più giovane vincitore del torneo svizzero. Un bogey più che evitale lo ha costretto invece allo spareggio col francese. Spareggio che li ha visti pareggiare la prima buca, ma che al secondo assalto, inspiegabilmente, ha visto McIlroy sbagliare - per fretta o troppa sicurezza - un putt di poche decine di centimetri e lasciare così al francese la vittoria e al nordirlandese qualche lacrimone sulla faccia d’angelo. Ottimo terzo posto per il nuovo eroe del golf elvetico, il ventisettenne Julien Clement, anche lui protagonista e non solo per il suo pubblico, che ha diviso il terzo gradino con Miguel Angel Jimenez (che festeggiava il suo 20° Open svizzero consecutivo), lo scozzese Gary Orr e l’altro francese Christian Cevaer.

Grande prestazione del nostro Francesco Molinari che, con un giro finale in 66 colpi, è terminato all’11° posto risalendo in 38° posizione nell’ordine di merito europeo. Manuele Canonica, ottimo sino ad oltre trequarti gara, è incappato in un disastroso 8 alla buca 14, scivolando così dalle prime posizioni al 32° posto.

Sul Senior Tour, nel Serena Open nella Repubblica Ceca, vittoria di Bernard Langer - la sua prima sul Senior Tour europeo - che ha superato di 3 colpi l’amico e avversario di sempre Jan Woosnam. Con due giri finali in 67 e 70 colpi Costantino Rocca si è piazzato al 10° posto.

Sul Tour americano primo successo - annunciato - del giovane ventiseienne colombiano Camilo Villegas, forse il giovane giocatore più carismatico che il circuito d’Oltreoceano è in grado di offrire in questo momento. Grande potenza di gioco, presenza in campo che buca lo schermo, abbigliamento sempre da «rampante», Camilo ha conquistato il milione e 260mila dollari della prima moneta del Bmw Championship, terza prova dei playoff che chiudono la vera stagione del Tour statunitense.
Una settimana che ha regalato al golf mondiale «due personaggi» che tutti ci aspettavamo.