I mostri dell’incubo americano

«Mi dispiace, voi vedete un essere umano, ma so di essere un mostro, forse un giorno Dio mi accetterà». Giacca stirata, baffi ben curati e sguardo di ghiaccio, così si era presentato Dennis Rader, il serial killer che si firmava «Bkt» Bind, torture and kill, ovvero lega, tortura e uccidi, ex pastore di una congregazione protestante, sfuggito per 30 anni all’Fbi condannato a 10 ergastoli consecutivi per aver ucciso 10 persone tra il 1974 e il 1991.
«Misurando il male con una scala da 1 a 5 io mi assegno 3 perché certo ne ho uccise tante, ma senza torturarle, se ne andavano via molto in fretta». Così si autodescriveva Gary Leon Ridgway, 54 anni, il mostro del Green River, reo confesso del più alto numero di delitti mai firmati da un serial killer: 48 negli Stati Uniti, ai quali bisogna forse aggiungerne altri 61 in Canada. Il suo primo delitto è datato 1982 e da allora ha ripetuto per anni il macabro rituale: dopo aver prelevato le donne che si prostituivano lungo la strada le strangolava mentre faceva sesso con loro, una volta morte continuava a violare i corpi e quindi li gettava lungo il corso del Green River e in altre discariche attorno a Seattle.
Il Guinness dell’orrore spetta però forse a Jeffrey Dahmer, passato alla storia come il «Mostro di Milwaukee». Condannato nel ’91 a 999 anni di reclusione. Ucciso poi a sprangate dal suo compagno di cella. Sempre nel 1991 Ted Bundy confessò di aver ucciso più di 30 ragazze: giustiziato sulla sedia elettrica nel 1989 mentre fuori dal penitenziario l’America gridava: «Brucia in pace Bundy». Vent’anni prima a Chicago John Wayne Gacy: aveva massacrato 33 ragazzi. Intanto a Phoenix, continuano ad imperversare sia un misterioso «serial shooter», cioè un individuo che spara ai passanti spesso senza ucciderli, sia il cosiddetto «Baseline killer», dal nome di una famosa arteria cittadina, che ha ucciso almeno sei persone. L'ultima impresa del «serial shooter» di Phoenix è di pochi giorni fa. L'uomo ha colpito con un’arma da fuoco, senza ucciderlo, un uomo che stava circolando in bicicletta a Mesa: è successo all'alba di sabato scorso. Complessivamente, gli vengono attribuiti oltre una trentina di attacchi in 11 mesi, di cui 5 almeno mortali. Non lontano da lui opera il cosiddetto «Baseline Killer», di origine ispanica o indiana secondo l'identikit, avrebbe ucciso almeno sei volte, rapinato otto persone, stuprato otto ragazze.