I mostri del mare che non fanno più paura

Quanti animali vivono nel mare? Da qualche anno gli scienziati stanno conducendo un vero e proprio censimento delle specie marine. Secondo le ultime stime, almeno 5000 diversi pesci devono essere ancora scoperti. E diverse altre centinaia di migliaia di forme di vita marine, come vermi, molluschi, meduse, microorganismi e alghe non sono ancora mai state viste dall'uomo. Ma ci sono certamente: lo si sa perché, ogni anno, almeno 160 nuove specie vengono aggiunte al CoML, il Census of Marile Life (o Censimento della vita marina, in italiano). E quindi certamente ne mancano ancora moltissime. Fino a questo momento, nell'elenco ufficiale sono catalogate ben 15.300 diverse specie di pesci marini. Le restanti 200mila specie sono animali diversi: il totale complessivo degli animali catalogati arriva così a più di 210mila.
Ci sono poi le creature leggendarie e mitologiche.
Da sempre i marinai sono i migliori narratori di leggende incredibili. Passare lunghe giornate in mare, in un ambiente difficile e sconosciuto, da sempre regala loro molto tempo per inventare storie perfette. Ecco perché si dice, ancora oggi, che tra le onde si nascondano segreti misteriosi e impressionanti. Navi fantasma, banchi di nebbia capaci di inghiottire e far sparire imbarcazioni ed equipaggi, ma soprattutto... mostri marini impressionanti e terribili. Il più temuto per centinaia di anni è stato certamente il serpente marino: un drago enorme, che i cartografi del medioevo si divertivano a disegnare sulle loro mappe del globo, in mezzo agli oceani.
Esiste davvero questo mostro leggendario? In un giorno di dicembre del 1848 la nave inglese Pekin stava doppiando il Capo di Buona Speranza, la punta più meridionale dell'Africa, quando l'equipaggio vide una strana creatura nell'acqua. Il binocolo aiutò a vedere meglio: sembrava un enorme serpente, con una grande testa e grosse pinne. Due mesi prima un'altra nave, il Daedalus, aveva comunicato di avere visto un animale simile nella stessa zona. Il Pekin era lì per catturarlo: tra l'eccitazione generale una barca a remi, con un piccolo equipaggio preparato alla cattura, scese in mare per raggiungerlo. Il capitano, Frederic Smith, guardava la scena da lontano, preoccupato: il misterioso animale avrebbe attaccato la barchetta? Dopo pochi secondi, la risposta: il serpente marino non reagì minimamente. Non avrebbe potuto: si trattava, infatti, di un fascio di alghe, con una radice che poteva essere confusa per un collo e una testa. Era lo stesso serpente che il Daedalus aveva avvistato due mesi prima? Nessuno può rispondere. Probabilmente sì: perché giudicare un oggetto e le sue dimensioni in mare è estremamente difficile. Animali e corpi solidi sulla terraferma possono essere facilmente confrontati con altri oggetti vicini: ed è facile quindi farsi un'idea di quanto sono grandi. In mare è tutto diverso: in acqua solo le onde possono essere utili per fare un veloce confronto. Ma la grandezza delle onde varia moltissimo, a seconda delle condizioni del tempo e del vento. E il loro rollio può dare l'illusione che un oggetto si muova, anche se è perfettamente immobile. Ecco perché i marinai del Daedalus e del Pekin, anche se esperti, si ingannarono.
Alcuni mostri marini poi non sono animali ma... strane condizioni meteorologiche. Poco prima di una tempesta marina, per esempio, strati di aria a differente temperatura possono trovarsi l'uno sull'altro proprio sopra alla superficie del mare. La differente densità dei due strati fa sì che la luce rimbalzi tra di loro più volte: e si forma un miraggio. È un fenomeno ottico che allunga moltissimo l'altezza di qualsiasi oggetto, un po' come fanno gli speciali specchi deformanti dei luna park. E così può accadere che foche, balene e delfini appaiano come creature altissime, deformi e del tutto irriconoscibili. Gli antichi norvegesi spesso vedevano queste strane creature: ma invece di spaventarsi, le consideravano un segnale divino dell'arrivo di una tempesta. Gli dei non c'entravano davvero, ma la previsione era esatta.
Ma non sempre si tratta di illusioni ottiche. Spesso l'avvistamento è vero: a muoversi tra le onde c'è davvero un animale. Magari sconosciuto: il mare ospita, infatti, veri e propri misteri biologici. E che possono, in diverse occasioni, spiegare le leggende che per secoli gli uomini di mare si sono tramandate.
17 metri di lunghezza (come 4 automobili parcheggiate in fila), 250 chili di peso, un corpo argenteo lungo e appiattito: è fatto così il pesce remo, abitante delle acque profonde dell'Oceano Atlantico, Pacifico e Indiano. Vive in profondità, tra i 20 e i 200 metri, e assomiglia a un'anguilla piatta e robusta, larga almeno 30 centimetri, con una lunga pinna dorsale rossa. Feroce? Tutt'altro: viene a galla solo quando è malato o ferito, ha una bocca piccolissima e senza denti e non sa davvero fare del male. Ma il suo strano aspetto, e la sua enorme lunghezza, hanno certamente tratto in inganno in più di un'occasione.
Una particolare specie di squalo, lo squalo frangiato, è un buon candidato al titolo di serpente di mare. Come il pesce remo, ha una forma molto allungata, ha una sola pinna dorsale. Ha una storia molto lunga: si tratta, infatti, quasi di un fossile marino. Sarebbe un candidato perfetto per il trono di serpente marino se non fosse... troppo piccolo: il più grande esemplare mai ritrovato, infatti, non supera i due metri, dal naso alla punta della coda. Forse un parente di dimensioni maggiori: come quello pescato nel 1880 negli Stati Uniti dal capitano S.W. Hanna, uno squalo molto simile al frangiato ma... dalla lunghezza molto maggiore: ben 8 metri. Non si può escludere che da qualche parte, negli oceani, vivano esemplari ancora più grandi.
Un altro candidato al titolo di mostro è certamente il coccodrillo marino. Queste creature vivono nell'Oceano Indiano, nell'area dell'Asia sudorientale e in Australia. Ne sono stati avvistati esemplari di oltre 9 metri, e pesanti anche più di una tonnellata. Quando sono affamati (e lo sono spesso) sono molto aggressivi. E attaccano l'uomo.
Ma i veri mostri crescono negli oceani più profondi fino a raggiungere i 15 metri di lunghezza. Hanno dieci braccia e occhi grandi come piatti da cucina. Se la loro testa conica esce dall'acqua, magari accanto a uno dei grossi e lunghi tentacoli, possono facilmente sembrare un serpente di mare. Ma non solo. Nel 1875 la baleniera francese Pauline si imbatté in un capodoglio con una creatura simile a un serpente avvolta strettamente attorno. L'equipaggio dichiarò che il «serpente» aveva stretto con tale forza il capodoglio da provocare la sua morte. Di cosa si trattava? Molto probabilmente il «serpente» non era altro che un tentacolo di un calamaro gigante, mentre combatteva con la grande balena.
Anche lo squalo elefante è una creatura che è facile confondere con un serpente marino. Soprattutto quando è morta. È il secondo pesce del mare, in ordine di grandezza, dopo la balena azzurra: può arrivare a una lunghezza di 15 metri, e proprio come le grandi balene azzurre non fa altro che solcare le profondità filtrando continuamente l'acqua con la sua grande bocca a filtro, ricavandone quintali di minuscoli gamberetti come cibo. L'acqua esce dalla bocca dello squalo attraverso alcuni grandi fessure ai lati della testa. Ma una volta morto, la testa si decompone rapidamente: e regala alla carcassa un aspetto molto strano. Il corpo senza vita improvvisamente sembra essere appartenuto a un animale grosso, con un lungo collo sottile e una bocca a becco con diverse file di denti. In pratica, il ritratto di un dinosauro.
(1. Continua)