I moti musicali delle «Cinque giornate»

Dimostrare che «la realtà culturale, in primis quella musicale, vive continui moti interni, vere e proprie rivoluzioni delle modalità espressive, alla ricerca costante di una forma di assestamento e di un canale di comunicazione effettivo e aperto con il pubblico». Questa la filosofia di «Cinque giornate per la nuova musica», insolita rassegna che da martedì 18 a sabato 22, in concomitanza con le giornate dei moti rivoluzionari milanesi, promette una quarantina tra concerti e incontri che mettono al centro la musica contemporanea. Nella sua accezione più allargata (e, perché no, più sperimentale).
Naturale, perciò, la scelta di un cartellone-itinerario sfaccettato ed eclettico. Per intenderci: al James Taylor Quartet, nome di culto dell'acid jazz (per tre sere, dal 18 al 20, doppio spettacolo al Blue Note) risponde il Duo Koncreta (Birgit Nolte, flauto e Rossella Spinosa, pianoforte) che mette in scena un'opera di Morton Feldman, un precursore del minimalismo, abbinata a filmati sulle Torri Gemelle (Auditorium Asteria il 18); alla sperimentazione elettronica dell'ex Tiromancino Riccardo Sinigaglia scritta ad hoc per Warhol e Beuys (Fondazione Antonio Mazzotta, il 20) fanno da controcanto il trombonista Fedele Stucchi che rilegge, tra gli altri, Luciano Berio e KarlHeinz Stockhausen (Casa 139, il 19) e la pianista Antonina Sala Tea con un repertorio di compositori serbi (Università Cattolica, il 19).
Festival Milano:

Cinque giornate per la nuova musica
Dal 18 al 22 marzo
www.festival5giornate.it