I motociclisti sfrattati in rivolta: «Siamo pronti a bloccare la città»

È diventato il punching ball di Palazzo Tursi, su cui da qualche tempo si scaricano inesorabilmente gragnole di colpi (alcuni anche proibiti) da parte di un nugolo di assalitori sull’incazzato. La disavventura più recente, lui, l’assessore al Traffico Arcangelo Merella, quello che in gergo pugilistico si definisce «un grande incassatore», l’ha vissuta ieri, quando gli hanno recapitato la dichiarazione di guerra dei motociclisti genovesi - un popolo: 30mila individui di tutte le età -, pronti a scendere in piazza per firmare un ricorso al Tar. Nel mirino dei piloti delle due ruote c’è l’ordinanza di Tursi - e quindi attribuita in prima persona a Merella - che minaccia di chiudere la circolazione delle due ruote in centro a partire dal 7 gennaio prossimo. «E allora, tutti in sella da Merella» scandisce Romolo Benvenuto, che è segretario della Margherita, ma in questa circostanza parla nella tuta di leader dell’associazione «Due ruote in città». E non lesina le critiche: «Se passa questo provvedimento punitivo per i motociclisti - spiega Benvenuto - è un guaio per il traffico oltre che per molti genovesi costretti a buttare via lo scooter con un preavviso di pochi giorni». La conclusione è d’obbligo: «Non ci resta che appellarci al tribunale amministrativo regionale, con un ricorso firmato da tutti i motociclisti genovesi». La raccolta della sottoscrizione del documento da inoltrare al Tar è fissata per mercoledì prossimo, dalle 12 alle 14, in piazza Dante: un vero e proprio raduno - così almeno lo auspica Benvenuto - per manifestare la rivolta «contro questa decisione ingiusta. Tanto più ingiusta e ingiustificata - insiste l’ex consigliere regionale dei Verdi passato in forza al partito di Rutelli e in odore di candidatura «sicura» alle prossime politiche - in quanto Genova è la città italiana con il più elevato numero di veicoli a due ruote. (...)