«Via i movimenti», salta il vertice della pace

A Bologna l’incontro tra i segretari dei partiti nemmeno inizia: Quercia e Dl non vogliono l’esponente della società civile, Rifondazione e Verdi se ne vanno

Stefano Filippi

nostro inviato a Bologna

L’ordine di scuderia è chiaro: troncare, sopire. Sergio Cofferati è un sindaco modello, tra Ulivo e Rifondazione problemi zero, addirittura «non esiste un caso Bologna» secondo il segretario dei ds felsinei Salvatore Caronna. Anche Piero Fassino invita ad allinearsi dietro il sindaco sceriffo. La sinistra cerca di minimizzare la bagarre alimentata dalle scelte repressive dell’ex segretario Cgil e divampata lunedì, prima in Consiglio comunale con le gravi accuse del capogruppo ds Claudio Merighi al partito di Bertinotti, poi in piazza Maggiore con gli scontri tra studenti e forze dell’ordine. Ieri, dunque, comunicati distensivi e conferenze stampa concilianti. Non si può alimentare tensione nella città di Romano Prodi, dare l’idea che proprio sotto le Due Torri stiano fallendo le prove generali dell’Unione al governo.
Tuttavia l’ultima rissa all’interno della sinistra bolognese è scoppiata appena l’altra sera. Nella sede dei Ds si doveva riunire il vertice dei segretari dell’Unione per tentare di ricucire rapporti giunti al limite della rottura, con Rifondazione pronta a uscire dalla maggioranza (uno dei due consiglieri si è autosospeso) e Cofferati costretto a fare una piccola quanto significativa retromarcia sulla sua mozione per la legalità. Ma l’incontro è durato meno di mezz’ora. Un’altra rottura.
Il problema era la presenza di un consigliere comunale occhettiano, Edoardo Schiazza, dirigente dell’associazione Cantiere. Ufficialmente il Cantiere non fa parte dell’Unione, anche se compone la maggioranza di palazzo d’Accursio in rappresentanza della sinistra radicale. Ds, Margherita e dipietristi hanno chiesto che Schiazza se ne andasse mentre Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e Sdi l’hanno difeso. Vivace discussione, poi tre dei presenti hanno sbattuto la porta: lo stesso Schiazza, l’ambientalista Carmelo Adagio e Tiziano Loreti di Rifondazione, rimasto ferito negli scontri con la polizia.
«Ci siamo trovati davanti a una posizione precostituita», hanno sostenuto i dissidenti. «Verdi e Rifondazione hanno colto un pretesto procedurale per evitare la discussione», ha ribattuto Caronna. Posizioni inconciliabili. Ieri una nota congiunta Verdi-Prc ha provato a ricucire. Ma il tentativo è durato poco. In serata gli ambientalisti hanno annunciato che non parteciperanno al Consiglio comunale che discuterà l’atteso documento sulla legalità di Cofferati. Non condividono metodo e merito dell’iniziativa del sindaco.
Nella sinistra le tensioni covano ancora. Caronna ha criticato duramente i giovani di Rifondazione e dei centri sociali che lunedì pomeriggio in piazza hanno urlato «Cofferati fascista» e «Ds-Ss». «È un insulto inaccettabile - ha tuonato -. Siamo molto amareggiati, il nostro partito annovera tra i suoi iscritti persone che hanno sperimentato i campi di concentramento». Ha condannato anche le occupazioni abusive, che invece Rifondazione appoggia in quanto - come ha detto l’altro pomeriggio il capogruppo alla Camera Franco Giordano - «sono illegalità benvenute perché portano a modificare le leggi». Il segretario della Quercia ha replicato: «Cofferati non ha violato la legge ma si è impegnato per cambiarla e questa è una bella cosa di sinistra».
Caronna ha invece glissato sulle parole pronunciate in consiglio da Merighi. Il capogruppo ds era stato durissimo con Rifondazione. «Compagni, è ora di decidere da che parte stare - aveva detto -. Avete incentivato un processo migratorio caotico e disordinato, difficile da gestire. I movimenti con il vostro sostegno hanno dato il via all’occupazione di case pubbliche già pronte per essere consegnate, hanno prodotto meno tolleranza e meno integrazione. Questa non è politica di governo».
Ma le polemiche interne alla sinistra rischiano di coprire un altro dato di fatto: con le ruspe sul Lungoreno contro gli abusivi e i vigili ai semafori contro i lavavetri, Cofferati si costruisce un’immagine di riformatore che fa gli interessi di Bologna. In realtà, le strade sono sempre presidiate da irregolari armati di secchio e spazzole mentre sulle sponde del fiume sorgono ancora decine e decine di baracche abusive abitate da centinaia di clandestini.
Da quando è sindaco, i vigili urbani sono stati messi a fare soltanto multe laddove l’attività di sorveglianza è precipitata: i controlli nei parchi sono scesi del 78 per cento, gli arresti dell’84, l’identificazione di senza fissa dimora del 38; crollati i sequestri di stupefacenti e merce contraffatta. «Cofferati è un capitan Fracassa - ironizza Daniele Carella, capogruppo di Forza Italia in comune -, la sua legalità è fatta solo di parole».