I muri non sono il male assoluto Se hanno le porte

Egregio direttore, qualche millennio prima di Cristo, viene costruita la Grande Muraglia Cinese, per proteggere il celeste Impero dalla invasione dei Mongoli. Durante l'impero di Roma, viene eretto il vallo Adriano, per scongiurare le scorribande degli Scoti in terra di Albione, ed il vallo Traiano, per evitare che le tribù dei Daci, dai territori dell'odierna Romania, entrassero a compiere misfatti dentro l'Impero. Qualche secolo fa, vengono costruite le solidissime Mura Vaticane, a difesa della Fede e del suoi sommo Rappresentante. Nel 1989, il muro di Berlino, nato per dare ad almeno una parte di Germania le gioie del comunismo, crolla, e la cultura e le tradizioni tedesche tornano ad essere unite e potenti. Nel 2016, si ricostruiscono muri in Europa, per evitare o limitare immigrazioni indebite e selvagge. Ma perché ci si ostina a parlare di ponti, quando la storia è così limpida, nei suoi eventi? Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Massimiliano Curcio

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Caro Massimiliano, che dire. Poveri muri, diventati simbolo del male assoluto. E pensare che il mondo ha cominciato a svilupparsi e progredire il giorno che a qualcuno è saltato in mente di costruire il primo. Fu allora che l'uomo uscì dalle caverne e scese dalle palafitte per iniziare a domare la natura e aggregarsi su territori. Il muro non divide, protegge. Che sia quello di una casa, di un convento, di una chiesa, che siano le mura di un castello o di una città, dentro le mura c'è vita e ordine, fuori il caos e l'anarchia. Siamo arrivati a imputare ai muri le colpe e gli errori degli uomini, salvo poi rifugiarsi al loro interno appena percepiamo un pericolo. Vede, caro lettore, a me gli unici muri che fanno paura sono quelli senza porte alle quali chiunque possa presentarsi e bussare. Che se gradito, se con le carte in regola per condividere ciò che il muro protegge sarà sicuramente autorizzato a entrare. Ma niente cavalli di Troia, non è con l'inganno che si accede in casa d'altri.