I musulmani contro la fiction: «Cancellatela, offende l’islam»

Il film per la tv è di una regista di origini italiane: racconta un incesto in una famiglia turca

da Berlino

Una regista italiana nel mirino dei musulmani aleviti in Germania. Duemila fedeli di questa corrente sciita dell’Islam sono scesi in piazza a Berlino e a Colonia per protestare per la messa in onda di un episodio della serie poliziesca «Tatort», il luogo del delitto, scritto e diretto da Angelina Maccarone, in cui si racconta un incesto all’interno di una famiglia alevita.
Il caso è scoppiato dopo che domenica sera sulla tv pubblica Ard è stato trasmesso il telefilm Wem Ehre Gebuert, «Una questione d’onore», incentrato sull’indagine per la morte di una ragazza tedesca di origine turca. Quello che all’inizio appare come un suicidio per impiccagione, si rivela un delitto d’onore compiuto dalla famiglia della giovane vittima per motivi oscuri, tra i quali figura anche il tema dell’incesto. La Maccarone, nata a Colonia 42 anni fa e vissuta sempre in Germania, si è trovata al centro di una bufera che, in piccolo, riecheggia quelle scatenate in passato per le vignette su Maometto.
L’associazione degli aleviti dell’Anatolia residenti in Germania ha attaccato duramente la regista italiana, accusata di volersi fare pubblicità a buon mercato con temi scottanti. «Noi non capiamo», ha affermato un esponente della comunità, «perché un’artista cerchi di mettersi in vista a spese di una minoranza». Gli aleviti accusano anche la Maccarone di essersi lasciata strumentalizzare nel corso delle sue ricerche per il soggetto del suo telefilm da fanatici consulenti di fede sunnita. La comunità turca di fede alevita si considera storicamente discriminata dai sunniti proprio per le accuse nei suoi confronti di tollerare l’incesto.
Gli aleviti considerano l’accusa nei loro confronti come un pretesto per le persecuzioni di cui sarebbero sempre stati oggetto in passato da parte delle altre comunità islamiche. La comunità alevita pretende adesso le scuse dalla Ard, ma nel frattempo ha inoltrato alla polizia berlinese una denuncia per istigazione all’odio razziale nei confronti della regista italiana e della televisione pubblica che ha irradiato il telefilm. In un’intervista alla radio pubblica federale Deutschlandfunk la regista italiana si è detta «assolutamente sorpresa» dalle proteste nei suoi confronti e ha precisato di non essere mai stata a conoscenza dei pregiudizi sull’incesto nei confronti della comunità alevita. «Non sapevo di questo pregiudizio e non lo ho utilizzato», ha affermato Angelina Maccarone, secondo cui l’incesto da lei inserito nella sceneggiatura non ha assolutamente alcun legame con la religione alevita. «Quanto descritto nel giallo», ha aggiunto, «può verificarsi in qualunque famiglia in ogni parte del mondo, che sia tedesca o turca».