Con i musulmani la tolleranza non è un obbligo

Caro Granzotto, lei ha davvero un bel dire che nessuno auspica un rinnovato spirito di Lepanto, ma se non si reagisce alla protervia islamica, se alla loro aggressione religiosa e culturale si seguita a rispondere con l’arma del dialogo e della tolleranza che ne sarà della nostra civiltà? Che speranze abbiamo se di fronte all’inaudito oltraggio dell’esibizione jihadista in piazza Duomo il cardinal Tettamanzi s’è rifugiato dietro il pilatesco diritto umanitario alla preghiera? Cosa altro serve per scuotere la coscienza cristiana di un membro del Sacro Collegio, che i musulmani celebrino il rito dell’Jd Adha sgozzando i capretti sull’altar maggiore del Duomo?