I Nas al San Carlo: l’ospedale è invaso da cento gatti

Secondo giorno di ispezioni a Milano: troppe sigarette al Niguarda mentre nei sotterranei del nosocomio di via Pio II vive una colonia di felini protetta dalle associazioni animaliste

I Nas anche ieri hanno trovato gli ospedali di Milano abbastanza a puliti. E forse il merito del fatto che non ci siano topi al San Carlo è dei gatti che spadroneggiano nei due sotterranei. Solo medici, infermieri, pazienti e visitatori sono, invece, gli ospiti delle altre tre strutture (Niguarda, Galeazzi e Cto) ispezionate ieri dai carabinieri in camice bianco. In tutti i quattro nosocomi non sono state rilevate comunque gravi negligenze o carenze igieniche. Niente da temere anche per la sicurezza di dipendenti e degenti.
San Carlo I quattro agenti del Nucleo Tutela della Salute che si sono presentati ieri mattina non s'aspettavano certo d'imbattersi nei gatti. E non in quattro gatti, bensì in una colonia di un centinaio di felini. A metterli sulle loro tracce è stato un odore acre annusato dai carabinieri, non ci è voluto molto capire che i miasmi fossero dovuti a urine. È bastato poco ai militi scoprire gli autori di quei ricordini diffusi nei sotterranei: dei gatti ben pasciuti, difesi dalle associazioni animaliste, che girano indisturbati nei corridoi del piano meno due dove passano carrelli in due percorsi separati per lo il materiale sporco e quello pulito. Un bel guaio per l’ospedale di via Pio II, lo sa bene il direttore generale di recente nomina Luigi Gianola. «Purtroppo i gatti ci sono, eccome - dichiara - siamo costretti a conviverci anche perché c’è una signora che viene puntualmente a sfamarli. Non è mancata nemmeno questa mattina». Un richiamo, quello del cibo, che ha fatto uscire allo scoperto la colonia di felini che spiega il comandante dei Nas di Milano, Giovanni Maria Jacobazzi: «È una situazione ben conosciuta dalla direzione sanitaria da più o meno una decina d’anni. Va comunque sanata perché nessuno può assicurare che quei gatti non entrino nei reparti». Fortunatamente, perlomeno ieri, i militari del Nucleo tutela della salute non ne hanno trovati nei dieci piani che ospitano reparti e sale operatorie. Qui, per il resto, tutto bene. Mentre per i gatti il problema si trascina da quando - spiega il comandante dei Nas - la direzione sanitaria avrebbe concesso a un’associazione di animalisti la possibilità d’introdursi per sfamare le bestiole. La loro riproduzione avrebbe poi costretto la stessa direzione sanitaria a revocare l'autorizzazione». Il divieto però non ferma «la gattara» del San Carlo, una cittadina che si reca tutti i giorni con cartocci di cibo per i felini che continuano a rifugiarsi nei sotterranei nonostante siano state costruite, su segnalazione dell’Asl, delle casette per loro nei cortili dell’ospedale. Una situazione che sembra insanabile perché i gatti sarebbero intoccabili. «Trasferirli in un gattile - lamenta il direttore generale - la soluzione più ovvia, al momento è impossibile a causa di varie organizzazioni che si occupano della tutela degli animali».
Niguarda Corridoi a posto nella cittadella ospedaliera passata ieri ai raggi x da dieci carabinieri dei Nas. L'unico appunto mosso da loro ha riguardato del materiale di scarto di lavori edili «dimenticati» dalle imprese in luoghi che non interferiscono con l’attività clinica».
Galeazzi Qui i militari in camice bianco non hanno trovato grosse inadempienze. «Tant’è vero - ha dichiarato Giuseppe Banfi, direttore sanitario dell'istituto ortopedico che fa parte del Gruppo San Donato - che i sette agenti che hanno ispezionato per due ore e mezza l’ospedale non hanno evidenziato rilievi importanti. Ci hanno consigliato di sostituire qualche porta e alcune piastrelle della cucina».
Cto È andata ancora meglio in via Bignami. «Siamo stati promossi a pieni voti - dichiara soddisfatto il direttore generale Francesco Beretta.