I navigli in ostaggio delle feste anarchiche Residenti esasperati

Dopo lo sgombero del centro sociale Lab Zero gli autonomi si ritrovano
per ripicca ogni sera a suonare e ballare. I residenti presentano un
esposto al prefetto: "Cocci di bottiglia e urina ovunque: nei giardini
non si può entrare"

Pensavano di essersi finalmente liberati di loro, ma non avevano forse fatto ancora i conti con la capacità organizzativa e la tenacia di quei ragazzi. Feste notturne, rave party, graffiti, schiamazzi, cani che abbaiano fino all’alba. Conseguenti notti insonni per circa un migliaio di famiglie che vivono nei dintorni. All’origine dell’esasperazione dei residenti del quadrilatero compreso tra il Naviglio grande, via Argelati e Ripa di Porta ticinese il «Lab zero», il centro sociale anarchico sgomberato il 16 giugno scorso.
C’era voluta una giornata intera e decine di agenti in tenuta antisommossa per liberare la palazzina occupata di Ripa di Porta Ticinese 83. Iniziata la mattina in un clima particolarmente teso e conclusasi la sera in via Savona, dopo un pomeriggio di tensione e cariche, scontri e tafferugli nella sera tra la polizia e gli anarchici sostenuti dai compagni di Cox 18, Corsari e Cantiere. Una volta occupato un altro palazzo, lo stabile di via Savona 18, però, i compagni si sono fatti prendere dalla nostalgia e hanno deciso di trascorrere le notti d’estate davanti alla loro vecchia casa. Per strada. Il risultato? Rave, concerti, schiamazzi, grigliate, insomma festa grande fino alle prime luci del mattino. Notti insonni e degrado, sporcizia ovunque soprattutto nel parco «Baden Powell» frequentato dalle famiglie del quartiere. La zona è piombata nel degrado e la via è infrequentabile - denunciano i residenti - per l’odore nauseabondo, reso insopportabile dal caldo estivo, dovuto a fiumi di birre, vomito e urina, eredità delle notti brave degli anarchici. Inutile dire che le facciate dei palazzi sono diventate una galleria di graffiti a cielo sereno. Sono cadute nel vuoto le chiamate dei cittadini furibondi ai vigili e polizia durante le «loro» notti bianche d’agosto: nessuno è mai uscito a controllare.
Esasperati i residenti hanno preso carta e penna e scritto al presidente di zona 6, Massimo Girtanner che ha chiesto ad Amsa di intensificare il servizio di pulizia dei giardini e delle vie limitrofe. «Le famiglie non possono più frequentare i giardinetti: bottiglie rotte, sporcizia di ogni tipo, avanzi della festa - spiega -. Non solo, ora nella ripa di porta Ticinese all’altezza della pesa un gruppo di zingari e balordi ha preso l’abitudine di riunirsi il sabato, in concomitanza con la fiera di Senigallia, per vendere merce rubata».
Il presidente Girtanner ha sua volta fatto un esposto «per disturbo della quiete pubblica» indirizzato al prefetto chiedendo un intervento urgente «affinché la zona interessata possa riacquistare la sua tranquillità».