Con i negozi il «Ferraris» stadio modello

(...) E una di queste indica la «necessità di portare a pareggio la redditività del campo sportivo Ferraris anche mettendo a disposizione delle società sportive che lo utilizzano nuovi “asset”». Tradotto: verrà offerto qualcosa di più che il semplice rettangolo di gioco e le tribune, per incassare di più. Per rendere funzionale e «redditizio» lo stadio per fare in modo che almeno non generi deficit.
Ecco quindi la decisione di sfruttare al meglio tutti gli spazi ancora inutilizzati nella «pancia» del Ferraris. Un po’ quello che sarebbe previsto nel caso di un progetto di nuovo stadio, senza però arrivare al limite di realizzare anche un supermercato. Insomma, di sfruttare tutti quegli spazzi che la struttura offre, ma solo per attività anche commerciale legate all’evento sportivo o alla manifestazione in corso allo stadio, a pardire dal merchandising delle società stesse, locali di ristoro adeguati e altri esercizi. Troppo pochi gli spazi ancora disponibili? Non proprio, ma comunque il Comune è pronto ad allargarsi, offrendo anche Villa Piantelli, confinante con i Distinti e già utilizzata in occasione di presentazioni ed eventi collegati al calcio.
I tempi? Necessariamente brevi. Perché il contratto di Genoa e Samp per il Ferraris scadrà a fine giugno, ma entro il 30 aprile la convenzione dovrà essere rinnovata perché entrambe le società, con legittime e motivate ambizioni europee, dovranno presentare entro il 30 aprile la richiesta per la licenza Uefa. E dovranno dimostrare di avere la disponibilità di un impianto idoneo in cui giocare. Un atto d’affitto, insomma, che va mostrato al pari della decisione di dotare il Ferraris dei diecimila seggiolini con schienale di cui si è parlato recentemente. Ecco così che bisognerà ridiscutere la cifra con Sportingenova, e la prospettiva dei nuovi «asset» indicata dal Comune in delibera sarà determinante.
Naturalmente con i negozi sotto e intorno al Ferraris non si risolverebbero i bilanci di Sportingenova. Come individuato anche da diverse interpellanze presentate anche dai consiglieri comunali Franco De Benedictis (Biasotti) e Giuseppe Murolo (An) è soprattutto la gestione di Sciorba e Lago Figoi a produrre debiti. Le due strutture di Borzoli e Molassana, in particolare, vengono considerate dal Comune anche indispensabili per la «finalità sociale» che hanno. Ma oltre che da scuole e associazioni di volontariato, vengono anche utilizzate da società sportive che guadagnano dall’attività di scuola nuoto, acquagym e libera balneazione. La stessa delibera di fine anno ribadisce così che è necessario «ipotizzare un corrispettivo a carico del Comune per le quote di socialità», cioè per consentire agli impianti di mantenere una delle sue finalità principali. Ma poi spinge per «proporre un adeguamento e/o ampliamento dei servizi offerti che porti alla revisione delle tariffe». Se necessario anche «rivedendo i contratti in essere». Facile insomma aspettarsi che il comitato di lavoro costituito dal Comune possa caldamente «invitare» Sportingenova a comportarsi come un gestore un po’ meno sprovveduto.