Per i negozianti c’è corteo e corteo

Serrande alzate ieri nei negozi affacciati sulle strade del corteo contro il governo Prodi organizzato da An. Nessun timore da parte dei commercianti. Anche perché, come dicono in tanti «non saranno i no-global o i centri sociali a sfilare». Anzi, nella maggior parte dei casi quello che si registra nei vari negozi di via Cavour (una delle strade attraversate dai cortei) è una condivisione dei motivi che hanno portato Alleanza Nazionale a scendere in piazza: meno tasse, certo, ma anche più sicurezza. È l’una di un sabato assolato. «Non chiudiamo, non lo facciamo mai - dice Patrizia Moretti, proprietaria della merceria in via Cavour n. 42 - L’unica volta che è accaduto è stato quando sono arrivati i no-global». Chiediamo se condivide i motivi della protesta di An. La risposta della signora Moretti non lascia spazio a dubbi: «Quest’anno sul versante tasse ci hanno dato una bella sistemata. A tutti, non solo ai commercianti». E sul fronte sicurezza? «Be’, qui siamo da armi - aggiunge la proprietaria della merceria, intendendo che nella zona servirebbero quasi le pistole -. Ogni volta che vedo passare i rom chiamo il 113, ma non ci fila nessuno. Il più delle volte neanche rispondono».
Serrande alzate anche nel negozio di scarpe Sadè, in via Cavour 46. «Abbiamo chiuso solo quando sono passati i centri sociali - puntualizza la commessa che in quel momento sta lavorando - anche perché sono passati i poliziotti a dirci di farlo». Lo stesso accade anche nel negozio di borse, Cacciani, che si trova sulla stessa via al numero civico 34-36. Paola Romano, una dipendente dell’esercizio commerciale, dice che «è il problema delle tasse quello che si sente di più. Non solo per i proprietari, ma anche per i dipendenti come me. È una situazione generalizzata di malessere, in cui ci rimettono tutti».
Qualcuno si lamenta del fatto che i cortei passano sempre per via Cavour, ma nessuno si mostra preoccupato per la manifestazione di An. Erik, proprietario di Saxon’s, negozio di abbigliamento in via Cavour 53-55 spiega che «rimane aperto, perché chiude solo se sente aria di burrasca». E provocatoriamente chiede se abbiamo trovato qualcuno fra i commercianti interpellati che non si sia trovato d’accordo con l’avere «meno tasse e più sicurezza». «Soprattutto sul versante sicurezza - aggiunge Erik - si può fare di più. Ne sono convinto e penso ne siano convinti in molti».
Scendendo per via Cavour verso i Fori imperiali la situazione non cambia. Uno dei ragazzi dietro al banco del Bar Venezia, in via Cavour 207, vuole sapere di che tipo di manifestazione si tratti. «Nulla a che fare, quindi coi centri sociali?», chiede. «Noi chiudiamo solo quando passano loro», puntualizza. Stesso discorso anche per Elite, piccolo centro commerciale in via Cavour 234. «Rimaniamo aperti», dice laconica una commessa. Nessuna eccezione, quindi, tutti i negozi rimarranno aperti. O meglio un’eccezione esiste. È il negozio di abbigliamento B, in via Cavour 203. «Noi chiudiamo oggi pomeriggio - spiega il proprietario - Il sabato pomeriggio è il nostro turno di riposo settimanale».