I neocon vogliono dialogare con l’Iran

È tempo di dialogare con l’Iran. A sostenere questa tesi sulle colonne del Washington Post non è un ultrà della realpolitik, un seguace di Bismarck o Kissinger, ma Robert Kagan, uno dei più illustri commentatori politici vicini a quella ristretta cerchia di intellettuali noti come «neoconservatori». Così il dibattito tra idealisti e realisti torna a complicarsi. A chi credere? Alle agenzie di intelligence dell’Amministrazione Bush che affermano che l’Iran ha sospeso i programmi atomici dal 2003? O ai «falchi» convinti ancora che l’Iran sia pronto da tempo per il regime change? Anche su Tocqueville si rinnoverà la battaglia intellettuale tra i romantici promotori dell’esportazione della democrazia e i pragmatici sostenitori dell’equilibrio del potere tra gli stati.
Francesco Sciotto
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