I neurologi: «È un’esecuzione, fermatela»

Un gruppo di 25 neurologi universitari e del servizio sanitario nazionale ha scritto al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano e, per conoscenza, al presidente della Repubblica e al Governo, chiedendo un intervento urgente che blocchi «l’esecuzione di quella che sempre di più appare come una sentenza di condanna a morte». Per i neurologi è «disumano il modo proposto di mettere a morte la paziente, attraverso il digiuno e la sete in una lenta agonia che porterà alla morte attraverso la lenta devastazione di tutto l’organismo». Gli esperti precisano che la nutrizione e l’idratazione «non sono assimilabili a una terapia medica, ma costituiscono da sempre gli elementi fondamentali dell’assistenza».