I no global agli immigrati: «Ribellatevi alla polizia» E al corteo si invoca Allah

Sono scesi in piazza insieme: centri sociali e immigrati. Erano circa centocinquanta, in quella via Padova che è stata teatro in questi giorni di violenze di ogni genere, fino a diventare un caso nazionale. E dai giovani cattivi maestri della sinistra è arrivato agli immigrati un messaggio di istigazione alla rivolta: «Opporsi ai controlli delle forze dell’ordine per non lasciare lavorare la polizia tranquilla e in pace». Così il Comitato antirazzista ha soffiato sul fuoco della casbah milanese. Ma la tensione non si allenta, per oggi sono previsti due cortei: il primo appuntamento è alle 14 con i militanti di Forza Nuova in piazza Aspromonte, mentre i centri sociali si riuniranno alle 14.30 alla Stazione Centrale e un altro concentramento in Cordusio degli indipendentisti alle 15.
Fa discutere intanto il rilascio dei clandestini fermati nei giorni successivi alla rivolta nel quartiere. Un termosifone divelto durante gli ultimi disordini di circa un mese e mezzo fa in uno dei due container in muratura destinati, nel centro d’identificazione di via Corelli, agli immigrati clandestini di sesso maschile trattenuti prima dell’espulsione. Questo guasto ha obbligato a chiudere l’edificio, dimezzando i posti disponibili da 56 a 28. La polizia è stata obbligata a consegnare agli irregolari l’ordine del questore a lasciare il territorio nazionale entro 5 giorni e quello di espulsione del prefetto, lasciandoli quindi liberi di andarsene in giro a delinquere come prima.