I no global hanno diritti I poliziotti no

(...) Nulla da eccepire se non il fatto che l’eventuale divieto doveva riguardare chi era arrivato dopo, cioè i no global, non i poliziotti.
«Come al solito - ribatte il segretario genovese del Coisp Matteo Bianchi - si chiede ancora una volta un sacrificio e senso di responsabilità agli agenti di polizia senza tenere conto delle difficoltà e a volte delle ingiustizie cui devono andare incontro. Siamo contenti della solidarietà e dell'affetto dimostrato da moltissimi genovesi che avrebbero volentieri partecipato alla nostra manifestazione. Dispiace invece che il sindaco Marta Vincenzi, non abbia nemmeno pensato di riceverci per esprimere solidarietà, soprattutto per i colleghi gravemente feriti al G8, quando noi, in quei giorni, abbiamo difeso le istituzioni e la sua, nostra meravigliosa città, messa a ferro e fuoco da no global violenti».
«Tutti hanno il diritto di manifestare - spiega il questore Salvatore Presenti - ci mancherebbe. Anche gli agenti di polizia del Coisp. In piazza Alimonda tuttavia non è opportuno autorizzare due manifestazioni lo stesso giorno. Questione di ordine pubblico. E lo dico a tutela dei miei uomini. È vero che il Coisp aveva chiesto un anno fa l'autorizzazione per domani, mentre l'anno scorso la richiesta era arrivata in ritardo e quindi per il 2007 gli era stato ugualmente negato il permesso di manifestare. Occorre però anche ricordare che il corteo, svolto ogni anno dal quel tragico G8, è organizzato dai genitori di Carlo Giuliani in ricordo del figlio e non è una manifestazione di protesta di no global».
La scusa non basta. «Supportati dall'affetto e dalla solidarietà che i cittadini di Genova ci hanno dimostrato - attacca il segretario nazionale del Coisp Franco Maccari - rimaniamo amaramente esterrefatti: sembra che dalla questura di Genova arrivi un divieto, in nome di altre richieste “più contingenti”. Fosse vero, non saremmo più in regime democratico ma metademocratico o persino parademocratico. Se la giustizia è uguale per tutti, anche le prassi per ottenere piazza Alimonda dovrebbero essere uguali per tutti. O facciamo le regole secondo chi sia il richiedente? Già che ci siamo potremmo anche inventarci una democrazia buona per tutti gli usi e le stagioni, purché compiacente solo a particolari porzioni della società. Ovviamente quella più violenta ed arrogante, secondo il triste detto che chi urla più forte avrebbe ragione». Difficile dargli torto