«I no global sono un movimento eversivo»

Adalberto Signore

da Roma

Nelle stesse ore in cui la fiaccola olimpica conclude la sua corsa di oltre undicimila chilometri per arrivare finalmente a Torino, Silvio Berlusconi lancia un durissimo attacco contro i no global, vero e proprio «movimento eversivo». Dopo l’allarme del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, dunque, anche il presidente del Consiglio punta il dito contro chi ha «egemonizzato la protesta anti-Tav e cerca di usarla a fini eversivi» in occasione dei giochi olimpici invernali che si aprono proprio oggi nel capoluogo piemontese.
L’allarme. Parole, quelle di Berlusconi, pronunciate con una certa preoccupazione, al punto che il premier sta meditando «un forte intervento di richiamo istituzionale», un «appello vibrante» agli italiani contro qualsiasi iniziativa che possa turbare la quiete olimpica. Quello che sta accadendo, dice commentando le contestazioni che hanno seguito le ultime tappe della corsa della fiaccola olimpica verso Torino, «è una cosa che non si è mai vista in 2.700 anni», qualcosa di «veramente impossibile». «Ci stiamo mostrando malissimo sulle televisioni dei Paesi di tutto il mondo», spiega ancora a margine della cerimonia di inaugurazione del quadrante nord-ovest del Grande raccordo anulare di Roma. E «non è possibile che ci facciamo male da soli in un’occasione come le Olimpiadi», che, dopo «tanta fatica e tanto lavoro fatto», dovrebbero «portare l’immagine del nostro Paese su tutte le tv del mondo». Al contrario, invece, l’Italia «appare come l’unico Paese che non vuole le Olimpiadi». E ancora: «È impensabile che addirittura non si possa comunicare il percorso del tedoforo per evitare che ci siano mobilitazioni e proteste che possano sfociare addirittura in ciò che è capitato».
Le responsabilità. L’appello «istituzionale» di Palazzo Chigi potrebbe arrivare già questa mattina. Il testo, spiega in serata Berlusconi durante la trasmissione Otto e mezzo, «è già pronto», ma la decisione sull’opportunità di un intervento diretto del governo proprio nel giorno di apertura dei giochi sarà presa solo oggi e d’intesa con Pisanu. Il senso del messaggio che vuole lanciare il premier, però, è chiarissimo: «Avvertire questi signori e i loro fiancheggiatori che l’esecutivo assumerà misure drastiche contro coloro che facessero atti eversivi». «Ciò che è successo da quando l’8 dicembre la fiaccola olimpica è partita da Roma - dice riferendosi alle manifestazioni in Val di Susa di “no global e sinistra antagonista” - è qualcosa di sconvolgente». Ma il premier va oltre e punta il dito contro Rifondazione comunista che, «attraverso i suoi esponenti locali, sindaci e assessori, ha suscitato queste manifestazioni e le ha difese». Secondo Berlusconi, però, le responsabilità non sono solo della base del Prc ma anche dei vertici, soprattutto di Fausto Bertinotti che «si è esposto». Perché, spiega il capo del governo, «ha detto: “Non posso intervenire su dei movimenti che sono di massa ma anche se potessi non lo farei”». E ancora: hanno delle «gravi» responsabilità anche i leader dell’Unione perché «né Romano Prodi né gli altri» sono intervenuti preferendo invece «il silenzio».
Le reazioni. Dal centrosinistra - dove Bertinotti è effettivamente sotto pressione per la scelta di candidare il «disobbediente» Francesco Caruso - sono soprattutto Pdci e Verdi a prendere le difese dei no global. Secondo Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, «l’unico eversivo è Berlusconi», mentre per l’eurodeputato Marco Rizzo il premier «vuole strumentalizzare il movimento no global per indebolirlo» perché «la protesta è un fatto pienamente legittimo in democrazia». Sulle stesse posizioni Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi: «Di eversivo e pericoloso c’è solo la tracotanza di Berlusconi». Mentre il coordinatore politico Paolo Cento arriva a definire i no global «espressione della società civile» e «risorsa» per un futuro governo dell’Unione. Non entra nel merito Bertinotti, che si limita a difendere i movimenti: il premier «considera sovversivi tutti quelli che hanno una critica da fare al suo governo». Più cauto Enrico Letta, europarlamentare della Margherita che definisce «inaccettabili » le contestazioni. «Contestare le Olimpiadi - chiosa il segretario dei Ds Piero Fassino - è cosa priva di senso».