I Nomadi celebrano Augusto con Ligabue e Giusy Ferreri

A Novellara si celebra una piccola Woodstock. Ieri e oggi, da 17 anni, i Nomadi ricordano la morte del cantante Augusto Daolio. «Ogni anno vengono migliaia di persone - sottolinea il leader storico della band Beppe Carletti - per ascoltare la musica ma anche per venire a trovare Augusto. Dovreste vedere quanti fiori e biglietti e ricordi sulla sua tomba nel nostro piccolo cimitero». Un brutto ricordo, che i Nomadi, da 45 anni sulla breccia, trasformano in occasione di festa. «Sono due giorni di allegria, come li avrebbe voluti Augusto. Quando si ammalò di cancro il dottore mi disse: “Fallo cantare e vivrà di più”. Infatti salì sul palco fino all’ultimo, il 7 agosto a Masone di Genova. Poi prendemmo l’aereo per andare al Cantagiro ma quella volta non riuscì a esibirsi. Poi passammo due mesi a casa mangiando gnocchi fritti e bevendo Lambrusco». Alla fiesta ci sono anche Giusy Ferreri, che riceve il «premio Daolio», il sindaco di Milano Letizia Moratti («perché i fan dei Nomadi non hanno confini», scherza Carletti) e Ligabue, che si becca il premio speciale per l’impegno umanitario perché «senza tanto clamore ha fatto diversi concerti benefici qui in zona». E su beneficenza e solidarietà i Nomadi la sanno lunga. «Da poco in Madagascar abbiamo costruito un acquedotto e un polo scolastico. Non è molto, ma se ognuno costruisce una casa nasce un paese». Due anni fa vincitori morali di Sanremo, quest’anno in vetta alle classifiche con il cd dal vivo con orchestra sinfonica, i Nomadi non rinunciano alla semplicità. «A Sanremo abbiamo vinto nella categoria gruppi, ma soprattutto abbiamo vinto perché siamo stati noi stessi. Ci hanno invitato anche stavolta, ma non bisogna esporsi troppo. Oggi si arriva al successo con X Factor, un tempo con le balere. Noi siamo partiti da una balera di Modena dove suonavamo di tutto, dai valzer ai Beatles. Quella era gavetta. X Factor fa bene alla musica, ma io do un consiglio ai giovani: non cantate perché cercate il successo. Amate la musica e il successo arriverà da solo». E i Nomadi ribelli degli esordi? «Da sempre cantiamo la speranza; anche Dio è morto dice “se Dio muore è per tre giorni poi risorge”. Abbiamo un folto pubblico anche negli oratori e ci imponiamo delle regole: da noi sono banditi anche gli spinelli. Ci eccitano altre cose; il nuovo cd ad esempio, in uscita ad aprile».