I nomadi costano ai romani 26 milioni di euro ogni anno

Quattro volte più di Milano, dove luce e gas dei campi sono pagati dagli «utenti»

Per mantenere i rom in città il Comune di Roma spende, di tasca sua e di contributi, 26 milioni all’anno. Una cifra che non ha eguali in Italia. A Milano, dove la Moratti spende per i rom circa un quarto, i nomadi per stare nei campi comunali pagano luce e acqua. In Veneto, senza mettere mano al portafogli, nei container non entra nessuno. Nel nord Italia gli zingarelli per andare a scuola usano lo scuolabus esattamente come i coetanei italiani. A Roma, no. Il cosiddetto programma di «scolarizzazione rom», da intendere però solo come trasporto e accompagno, è stato appaltato da Rutelli e Veltroni a tre associazioni legate alla sinistra. A oltre 2 milioni all’anno. Un botto di soldi. Con quali risultati? Praticamente zero. Quanti delle centinaia di zingarelli che girano il centro la mattina conoscono la tavola pitagorica? I piccoli rom sono bravi solo a contare i soldi nei portafogli altrui. Altro che tabelline. Ma gli sprechi non si contano. Per mantenere i rom nella capitale, fra luce, acqua, condizionatori d’aria, piscine, scolarizzazione, vacanze estive, sovvenzione a feste e corsi di formazione, in questi anni Veltroni non ha badato a spese. C’è chi questi conti li ha fatti di recente. È il neo-consigliere comunale Fabrizio Santori, che ha spulciato bandi ed appalti e stilato un Dossier. Quanto costa ogni nomade al mese ai cittadini romani? Ecco i dati. La gestione dei campi, che fa capo al Dipartimento V (Politiche sociali) del Comune, nel 2006 è costata 3.800.000 euro. Lo stesso Dipartimento ha speso per interventi di bonifica igienico-ambientale 1.750.000 euro. Poi ci sono le voci di spesa «minori»: consulenze esterne 138mila euro, attrezzature informatiche 40mila euro, personale del V Dipartimento 66.300 euro, wc chimici (acquisto, pulizia e manutenzione) 375mila euro, affitto del Camping Nomentano 22.500 euro. E poi le spese straordinarie: nel 2006 il Comune ha speso per acquistare i containers di Villa Troili 554.444 euro. Che non sono esattamente una spesuccia. Ma siamo solo agli inizi. La scolarizzazione, che fa capo all’XI Dipartimento (scuola), è costata 2.333.333 euro. I servizi sociali per i rom, gravanti sui bilanci dei Municipi, sono costati in totale 1.440.000 euro. Fra luce e acqua gratis, interamente a carico dell’Acea, se ne sono andati nel 2006 altri 1.830.00 euro. La raccolta rifiuti, fra interventi ordinari e straordinari, ha gravato sull’Ama per 381mila euro. Al nord i capifamiglia nomadi pagano, da noi è tutto gratis. Ma non basta. Nel conto c’è da mettere anche la quota delle vetture di Trambus a disposizione della scolarizzazione (1.200.000 euro nel 2006), i buoni scuola per i libri (218.000 euro) e l’uso gratuito delle mense scolastiche (nel 2006 le famiglie romane hanno pagato 288.000 euro per le mense). E dulcis in fundo, i finanziamenti a feste, iniziative culturali, vacanze estive al mare e ai monti, pagati da Comune e Municipi, per un totale stimato di 1.700.000 euro. La somma complessiva è di 19.380.000 euro. A questi soldi, però, vanno aggiunti ulteriori fondi del Comune e dello Stato. Si tratta degli interventi straordinari dei vigili e delle forze dell’ordine (72mila euro), delle spese di Pm e magistrati per indagini sui reati commessi da rom (stimate in 874mila euro), dell’utilizzo gratuito da parte dei rom delle strutture sanitarie pubbliche, costate alle Asl e al Ministero della Salute 360.663 euro. Per finire, con un’evasione fiscale stimata in 5.200.000 euro. In totale, nel 2006 Veltroni e Prodi per mantenere i nomadi a Roma hanno pagato 26.646.253 euro. Dato che i rom assistiti erano 5.227, per ognuno i romani hanno pagato la bellezza di 5.097 euro. «Ovviamente ci sarebbe da aggiungere il costo dei rom dei campi abusivi, - conclude Santori - che gravano in termini di trasporti, luce, spazzatura, sulla città». Poi c’è ancora chi si meraviglia se Roma ha voltato pagina.