«I nomadi rallentavano i soccorsi»

Spegnere quel rogo non è stata un’impresa facile, dicono i vigili del fuoco. Diciassette automezzi, cinquanta e più uomini e i rom della favelas di Triboniano che impedivano i soccorsi. Sì, i rom dell’accampamento andato in fiamme - secondo il racconto dei pompieri di via Messina - avrebbero danneggiato non solo diversi automezzi ma pure tagliato alcuni tubi dell’acqua.
«Abbiamo temuto che la situazione potesse scappare di mano, c’erano bombole di gpl che scoppiavano e il fuoco stava per raggiungere l’elettrodotto che passa proprio sopra il campo» riferiscono i vigili. Immagini del soccorso avvenuto nell’ultimo giorno dell’anno, con tanto di dormitori che la Protezione civile ha messo a disposizione dei senzatetto ma che sono rimasti inutilizzati.
E, intanto, divampa la polemica da parte dei rom: «Speriamo che facciano qualcosa. Noi non siamo gentaglia, siamo persone. Chiediamo di essere integrati, come è accaduto ai neri in America. Ma se non ci danno neanche la possibilità di lavarci, come facciamo a trovare un lavoro?». Domanda rivolta ad un’amministrazione comunale che parla di un accampamento occupato da 6-700 persone, «falso: siamo almeno in 2000 e abbiamo a disposizione solo sei bagni. Non abbiamo né luce, né acqua. Il Comune promette soltanto e da un anno noi aspettiamo».