Ma i nonni combattono l’afa ai banchi frigo dei supermercati

Anziani, emergenza caldo. Forze dell'ordine in prima linea, 80 custodi socio sanitari pronti ad intervenire, aumento dei posti letto nelle strutture sanitarie, un catalogo con tutte le informazioni utili per fronteggiare l'emergenza caldo (scritto anche in spagnolo e russo, per agevolare chi si prende cura degli anziani, in particolare le badanti) e sale climatizzate messe a disposizione dai vigili del fuoco.
Questi i rimedi per combattere il caldo che hanno a disposizione per gli over 65, ovvero coloro che vanno maggiormente tutelati quando la colonnina del mercurio raggiunge temperature roventi. Con frequenti appelli, il Comune di Genova e gli specialisti consigliano a bambini e anziani di non uscire fino alle ore 18, e dunque, fino a quell’ora, il suggerimento è quello di rimanere a casa. Ma il problema rimane. Tra gli anziani, pochi sono coloro che riescono a sopportare questo caldo umido, soprattutto la notte. Tanti invece, sono quelli che cercano soluzioni alternative, idee semplici ma evidentemente efficaci. Nessun problema per i giovani che, zaino in spalla, si mettono in viaggio per affollare le spiagge della città e delle riviere, in fondo per loro è solo un gioco. Ma gli anziani? Ecco, per loro il problema diventa drammatico e nonostante la task force messa in atto dalle istituzioni, si diffondono sempre di più alcuni piccoli ma curiosi escamotage diventati, giocoforza, ormai una moda: trascorrere le ore più critiche della giornata in luoghi (pubblici) refrigerati o salire sui pochi e rari bus dotati di aria condizionata per percorrere, ore ed ore di fila, la stessa tratta. Anziani seduti che godono del fresco ai quali nulla importa di fare avanti e indietro, con quel caldo insopportabile per loro il bus diventa un'oasi provvisoria di fresco relax. Stessa cosa, ma questa volta in piedi, anche nei numerosi centri commerciali sparsi in città da dove giungono segnalazioni di anziani che trascorrono gran parte delle ore più critiche a «curiosare» tra i banchi frigo. Se ne sono accorti anche gli stessi operatori di questi centri: «Ma nessuno di noi si è mai permesso di “disturbarli“» precisano alcune impiegate del «punto di ascolto» di una Coop di Marassi. «Da parecchi giorni ci siamo accorti di questo fenomeno - racconta Daniela P. - ma lo reputiamo un fatto normale. C'è chi viene per fare la spesa e chi per stare, il più possibile, davanti un banco di surgelati a cercare nel frigo qualcosa che in realtà non potrà mai comprare, cioè un po' di fresco». Lo stesso fenomeno si registra anche al piano superiore dove, davanti al bar-ristoro l'aria è condizionata, e le panchine sono perennemente occupate da persone che boccheggiano.
«Ci rendiamo conto che questo caldo, per gli anziani è un problema serio - conclude Daniela -, ma per noi è un piacere rendere loro questo particolare servizio. Per qualche giorno, ci sentiamo un po' come fossimo degli assistenti sociali».