I nostri blindati «pesanti» schierati dove adesso non c’è pericolo

Il meglio della forza è schierato al confine con Israele, ma il fronte più caldo è in Afghanistan

In un ipotetico wargame che contrapponesse i contingenti italiani schierati in Afghanistan (Italfor XIV) e in Libano (Leonte), dopo averne resa identica la consistenza numerica, la forza «libanese» non potrebbe che trionfare. Perché? Perché ha una configurazione molto più pesante, dispone di mezzi da combattimento, le blindo armate Centauro e i mezzi corazzati per la fanteria Dardo, e di un numero largamente superiore di mezzi e veicoli protetti. In Afghanistan i mezzi più pesanti sono le blindo Puma, presenti anche in Libano, mentre entrambe le forze hanno in dotazione i nuovi gipponi da 7 tonnellate Lince, che assicurano una elevata protezione contro mine e ordigni esplosivi. In entrambi i casi si tratta di «forze di pace», il che non esclude che possano trovarsi coinvolte in combattimento. Basta ricordare quanto avvenne in Somalia. I nostri militari sono del resto in grado di svolgere anche missioni combat, se solo il mandato cambiasse o la situazione lo richiedesse. Purché abbiano i mezzi idonei.
La situazione però al momento è più «calda» in Afghanistan piuttosto che in Libano e non si spiega perché i mezzi più potenti siano in Libano. Tutti i contingenti Nato in Afghanistan già dal 2006 hanno cambiato fisionomia: i mezzi leggeri sono stati sostituiti con veicoli protetti, i cingolati si sono affiancati ai mezzi ruotati, si è aggiunta artiglieria. Il nostro contingente invece rimane una forza di fanteria leggera, priva di armi o mezzi in grado di fornire un deterrente credibile e una capacità di reazione. I militari hanno chiesto più volte di inviare in Afghanistan rinforzi, il governo però nicchia per non scatenare polemiche con l'ultrasinistra. Che ha mal digerito i mezzi inviati in Libano, ma insorgerebbe se gli stessi mezzi andassero in Afghanistan. Gli operativi hanno chiesto di potenziare sia Italfor sia Leonte, ma a rischio è soprattutto il contingente afghano, perché la situazione è già molto tesa e se le cose si mettessero al peggio ci vorrebbe più tempo per i rinforzi.