I nostri cugini con la puzza sotto il nasino (alla francese)

La storia non cambia. Semplificando sembra questa la morale del ben documentato L’Italia e l’ascesa di Gheddafi (Baldini Castoldi Dalai, pagg. 347, euro 17,50), in cui Arturo Varvelli ripercorre le relazioni tra Roma e Tripoli: dall’espulsione degli italiani colonizzatori dopo il colpo di Stato del Colonnello (1969), passando per la graduale «riconquista» del Paese africano con gli accordi Fiat ed Eni, la vendita di armamenti, l’intesa del ’74, fino al Trattato di amicizia nel 2008. Sulla base anche di documenti inediti degli archivi del ministero degli Esteri, l’autore suggerisce che, al di là degli interessi politici, è la complementarietà fra le due economie che rende oggi come allora Gheddafi un partner fondamentale per l’Italia. E viceversa.