«I nostri guai: abusivi e clandestini»

Manca: «Chinatown, i campi nomadi irregolari e le periferie sono le zone più critiche. Circa 4.500 gli alloggi popolari occupati contro la legge»

«Milano oggi è una città ragionevolmente sicura. Certo è una metropoli complessa e difficile da gestire». Guido Manca, assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, in occasione della presentazione della mappa del rischio e del degrado sociale fa il punto sulla sicurezza.
Qual è stato il giudizio del prefetto sul nuovo strumento?
«Molto positivo. Ha elogiato la nostra iniziativa e ha riconosciuto che sarà molto utile in futuro. Certo è ancora da affinare e perfezionare».
Milano è sicura, ma quali sono i problemi attuali?
«Sono criticità legate alle dinamiche dell’immigrazione clandestina. Se gli stranieri sono regolari e scelgono un percorso di integrazione diventano una fonte di ricchezza per tutta la città, molti sono anche imprenditori. Se entrano in Italia da clandestini creano grossi problemi, perché spesso intraprendono strade lontane dall’integrazione, come la delinquenza e i reati. Non sarà un caso se metà della popolazione carceraria è composta da immigrati».
Oltre a questo?
«Innanzitutto l’occupazione abusiva di spazi. Poi gli insediamenti illegali nelle case popolari, circa 4.500 in tutta la città, il 6-7 per cento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Tutti questi fattori sono elencati e spiegati nel dettaglio nella nuova mappa insieme a prostituzione, spaccio e aree abbandonate».
Se dovesse indicare sulla cartina le zone critiche?
«Intanto tutti i campi nomadi, soprattutto quelli abusivi. Poi le difficoltà evidenti nella zona di via Paolo Sarpi, a Chinatown. Più le periferie, soprattutto all’interno dei caseggiati popolari».