I nostri soldi, il materasso e le «magie» della finanza

Caro Granzotto, come lei anch’io ho avuto una nonna «resoldor». E sa cosa mi diceva? Che il modo migliore per tenere i risparmi è quello di metterli sotto il materasso, perché lì sono più sicuri. Visto quello che sta succedendo, vuoi vedere che aveva ragione lei? Cosa ne pensa, torniamo al materasso?


Toh! Non le sarà certo sfuggito, caro Morganti, quanto ha scritto Gabriele Villa: anche il popolo dei blog ritiene che con questi chiari di luna convenga mettere i propri risparmi sotto il materasso. Si vede che le vecchie nonne tornano di moda o quanto meno tornano di moda i loro consigli. Però devo precisare che la mia, di nonna, non aveva una visione dell’economia così elementare: i bêcs (soldi, in friulano), diceva, devono far germoglio, sennò i sechâ (si seccano). Nei due sensi, di inaridire e di infastidirsi. E se i soldi si indispettiscono son dolori, caro Morganti. Ti girano le spalle e buonanotte al secchio. In quanto poi al marasma finanziario, cosa vuole che pensi? Di economia non ne so e non ne capisco un accidente. Dei nuovi strumenti finanziari, i derivati, i futures, i warrant, poi, non ne parliamo.
Ho provato a farmi spiegare da uno che se ne intende, uno che nei derivati, warrant o futures ci si trova tal quale un topo nel formaggio, come sia possibile che un mutuo su una casa di Corpus Christi, Texas, diventi «tossico» e finisca per intossicare non solo una corazzata bancaria come Lehman Bothers, ma addirittura i risparmi d’un monsieur Dupont a Nancy. Be’, per spiegarmelo me l’ha spiegato, ma non è che abbia afferrato appieno il meccanismo. L’unica cosa certa è che è possibile, che è successo. E che al termine di tanti passaggi, tanti maquillages, tanta creatività finanziaria, è impresa titanica scomporre uno di quei benedetti derivati per scoprire se al suo interno si annidi qualche valore «tossico» che può ridurlo non dico in carta straccia, ma quasi.
Che quel mondo finanziario lì abbia preso una severa batosta, non è che mi dispiaccia poi tanto, sa, caro Morganti? E mi auguro proprio che da quella batosta non si riprenda, anche se molti la pensano diversamente e sono pronti a metterci trilioni di dollari per procedere al salvataggio. Avranno le loro buone ragioni e sicuramente ne sanno, in economia, una più del diavolo. In verità non saprei nemmeno come confutare quelle scelte, e dunque vado a naso, il quale mi dice che non bisogna tornare a mettere i risparmi sotto il materasso, non scherziamo, ma giocare alla roulette e per di più con danaro virtuale, telematico, in barba a chi i soldi ce li ha messi veri, ecco, con quel genere di finanza bisogna chiudere. Stop. Perché si è visto come finisce: perdono tutti, anche il banco.