«I nostri Suv vincono in risparmio» Chrysler difende i 4x4 prove alla mano

da Milano

Possibile che un Suv made-in-Usa sia «risparmios»o? Chrysler trasforma l’assunto in una chiave strategica: «Sfatiamo una convinzione radicata e diffusa - dice Thomas Hausch, vicepresidente per le vendite internazionali - dimostrando che le nostre vetture vantano motori turbodiesel tra i più efficienti». E se negli Usa il costruttore presenta gli ibridi Dodge Durango e Chrysler Aspen (il propulsore è frutto di uno sviluppo congiunto con Gm e Bmw), in Europa gli sport utility Jeep Compass e Patriot con motore Tdi 2.0 vengono messi alla prova da una coppia di esperti nella guida a basso consumo, completando 1.124 chilometri fra Londra e Berlino con un pieno di gasolio e una percorrenza di oltre 23 chilometri con un litro. «Meglio di ciò che può fare, per esempio, la nuova Volkswagen Tiguan, a riprova di quanto parchi siano i Suv Jeep. L’ibrido è di moda, e fa tendenza tra le star di Hollywood, ma per chi non guida in città il turbodiesel resta il più efficiente».
Almeno finché l’ibrido-diesel e, a seguire, l’elettrico tout court, non saranno alla portata. Per Chrysler, alle prese in casa propria con una drastica razionalizzazione che punta a unificare le reti dei tre marchi (Chrysler, Dodge e Jeep), l’espansione Oltreconfine assume un’importanza sempre maggiore, se è vero che le vendite fuori dal Nordamerica oggi incidono per il 10% circa, contro il 6% del 2000.
«Quest’anno contiamo di crescere a doppia cifra in Europa, con una performance ancora migliore in Italia, già divenuta il primo Paese per le vendite Oltreoceano»; la gamma, composta al più da 22 modelli (undici in meno del mercato domestico), non dovrebbe ampliarsi ma si modificherà. «Con l’uscita di scena della sportiva Crossfire ci sarà l’ingresso di una vettura del segmento B». Una piccola di cui Chrysler ha assoluto bisogno e al cui sviluppo sta lavorando con il partner cinese Chery. Costi di produzione più bassi e una maggiore presenza in Europa, Asia e America Latina alimentano la strategia della Chrysler prossima ventura, che prosegue nel cammino delle alleanze. Delle scorse settimane, in proposito, è l’accordo con Nissan che permetterà, dal 2010, agli americani di entrare nel settore delle utilitarie, con un modello inedito, concepito e disegnato in Usa, ma prodotto in Giappone.
«Con 2,5 milioni di auto l’anno - sottolinea Hausch - vogliamo essere il miglior brand di dimensioni medio-piccole. Certo, non possiamo produrre tutto da soli, nemmeno la grande Volkswagen ci riesce».
E con la casa di Wolfsburg Chrysler già collabora (acquistandone i motori e producendo un minivan col marchio tedesco per il mercato Usa), mentre in Messico si prepara a distribuire un veicolo fabbricato da Nissan e in Cina ha siglato una joint venture per produrre le berline Sebring e due nuovi modelli di minivan. «Inoltre - conclude il manager - abbiamo accesso alla tecnologia diesel più moderna di Mercedes».