I novant'anni di Fendi Una mostra rende omaggio agli artigiani dei sogni

Stanze a tema, bozzetti e pezzi intramontabili per ripercorrere la storia della creatività della maison

Cesare Cunaccia

Fendi celebra i suoi magnifici novant'anni con una grande mostra al primo piano della sede della Maison, il piacentiniano Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur. The Artisans of Dreams é un itinerario estremamente emozionante e colmo di suggestione che ripercorre la metamorfica parabola di creatività della maison romana. La chiave di accesso è la particolare visione artistica e artigianale di Fendi, un mosaico di inimitabile savoir-faire, di sperimentazione linguistica e creativa, una linea espressiva in continuo formidabile superamento, tesa quasi a negare ogni esito precedente, in nome di un azzardo che bruciante precorre e rilegge la contemporaneità.

L'esposizione si dipana in una serie di ambienti che ti avvolgono e catturano a livello multisensoriale, specie nella sezione Experience, dove il visitatore vene proiettato in un rapporto tattile con la pelliccia. Oltrepassato il «Prelude», nella sala che porta il nome di «Roma», una lunga panca dagli intarsi in visone funge da seduta per la proiezione del video «Fendi: Hands makes Beauty» che racconta i momenti salienti della storia del brand tramite un mood ironico, veloce e divertente. «Labyrinth» invece è un incredibile composit delle tipiche tavolette in pelliccia realizzate dalle straordinarie maestranze artigiane della Maison per tradurre i disegni di Karl Lagerfeld, demiurgico Direttore Creativo di Fendi per mezzo secolo, dal 1965 a oggi, in capi dalle lavorazioni uniche e stupefacenti.

Le tavolette sono poste su una labirintica struttura in ottone che corre lungo le pareti, il pavimento e il soffitto, mentre un filmato svela i segreti delle tecniche artigianali e l'incessante attitude di innovazione che connota per intero l'esistenza della Maison, fin dagli inizi con la fondatrice Adele Fendi, negli anni '20 del Novecento. Una sorta di ipnotica foresta psichedelica, tra i manga nipponici e l'arte di Murakami, è Obsession, una scatola rivestita di specchi che ricompongono il mitico motivo «Astuccio» e che frammentano e riflettono all'infinito immagini e colori di oltre trecento Bag Bugs, i furry monster inventati da Silvia Venturini Fendi. Un tributo alla eccezionale maestria artigiana dei laboratori Fendi, è l'area Craftmanship, dove si ha la possibilità di ammirare in diretta le successive fasi di lavoro che portano alla creazione di una pelliccia. Qui si staglia anche l'onirica cappa rosa in visone e piume della prima Collezione Haute Fourrure Autunno/Inverno 2015-16. Essential guarda all'ancestrale radice romana, così legata all'immaginario Fendi, rivisitandola in maniera moderna. Contiene pellicce iconiche, come la rivoluzionaria e ieratica Astuccio o l'inattesa Eschimo degli anni '70, fino ad arrivare agli ultimi raggiungimenti del brand, accanto a una selezione di proverbiali borse Baguette e Pekaboo, due autentici cult a livello globale. Infine in Dream, ci si immerge in una cornice futuristica e spiazzante, dove su maxi schermi e ripresa dalle più diverse angolazioni, scorre la sfilata Haute Fourrure Autunno/ Inverno 2016-17.